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158/377: Santa Teresa di Gallura

ISPIRAZIONE

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Riprendo il traghetto da La Maddalena per Palau, dove rincontro i turisti francesi incontrati ieri nella spiaggia di Trinità. Il vento è salito moltissimo, e la mia strada, oggi molto lunga, è tutta in direzione nord-ovest, esattamente contro il maestrale. Dunque devo faticare molto, senza godermi gran parte del percorso ma stando attendo a non venir buttato giù dal vento!

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Arrivo a Santa Teresa e mi dirigo nella piazza centrale, dove mi accolgono due Stefanie, l’assessore alla cultura e una guida archeologica. Dopo un caffè, ed aver sistemato le mie cose in albergo, io e Stefania l’assessore andiamo a Capo Testa. Il vento è fortissimo ma l’effetto è incredibile, il mare si infrange sui graniti arrotondati dagli agenti atmosferici. Di fronte a noi le bianche scogliere di Bonifacio, Francia, il 377 guarda all’estero! Siamo al faro, sulla cui struttura saliamo per ammirare la spiaggia di Cala Spinosa sotto di noi. Poi ci spostiamo in macchina per arrivare all’ingresso di Cala Grande, meglio conosciuta come ‘Valle della Luna’, dove vive una colonia di ‘hippies’. Camminiamo per un po’ tra i graniti e la vegetazione, e arriviamo fino alla vera e propria valle anche se di ‘hippies’ non c’è traccia!

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Dopo pranzo viene a prendermi l’altra Stefania che fa parte della cooperativa CoolTour che gestisce il sito archeologico di Lu Brandali. Qui si trova una struttura museale, che accoglie qualche reperto e delle postazioni informative multimediali, attrezzate anche per i disabili, che possono avere un’esperienza sensoriale tattile diretta sul materiale. Poi ci dirigiamo al sito vero e proprio, che contiene un nuraghe trilobato impiantato sulla roccia, le capanne tutt’intorno, alcune molto ben conservate, e una tomba giganti, l’unica dove sono stati trovati resti umani, che testimoniano il modo in cui questi tipi di luoghi di sepoltura venivano utilizzati.

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Al rientro in paese incontro di nuovo l’assessore Stefania, e facciamo un giro per le strade, che sono animate dagli stand della manifestazione PIG, Primo maggio in Gallura, stand culinari, di vini e di prodotti vari. Camminiamo tra le case della vecchia zona che un tempo fu il quartiere dei pescatori venuti qui dall’isola di Ponza (come ho già visto anche a Golfo Aranci). Poi raggiungiamo la famosa torre di Longosardo (il vecchio nome di Santa Teresa), alla base della quale si trovano ancora dei vecchi cannoni. Da sopra la torre posso ammirare tutta l’insenatura, con i resti di un castello su un lato, e in fondo alla quale si trova il porticciolo. Da qui partono anche i traghetti per la Corsica. E da qui, nel lontano 2007, per tre giorni durante il Festival Musica sulle Bocche, ideato dal musicista algherese Enzo Favata, partii sul traghetto per suonare durante la traversata insieme ad Alessandro Garau e Gianluca Corona. Ricordi lontani che riaffiorano alla memoria!

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Torno in albergo a prendere l’ukulele e mi avvio al cine teatro Nelson Mandela, passando da una piazza contenente delle sculture di Pinuccio Sciola (onnipresente con la sua opera in moltissimi paesi della Sardegna). Al teatro si svolge la presentazione di un libro dello scrittore locale Rino Solinas. Ho chiesto di poter partecipare suonando un brano, e così anche oggi sono riuscito a contribuire ad un evento culturale!

 

FRAMMENTI SONORI

Musiche sulle Bocche

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BREVI NOVELLE SARDE

Cine teatro Nelson Mandela. Rino Solinas presenta ‘Le Campane suonarono a stormo’, un romanzo storico che racconta una storia intrecciata ad una vicenda di cui non ero a conoscenza, e forse non molti lo sono. Nel 1911, a Itri, in provincia di Latina, ci fu un eccidio nel quale morirono degli operai sardi che lavoravano alla costruzione della linea ferroviaria, durante quello che fu un vero e proprio linciaggio degli ‘stranieri’ da parte della popolazione locale (supportata dalle autorità) contro quelli che ‘rubavano il lavoro’, al grido di “a morte i sardignoli”. I sardi sopravvissuti vennero cacciati con un foglio di via e rispediti in Sardegna.

Tra gli interventi della serata quello dell’assessore alla cultura Stefania, che ci legge un passaggio di Gramsci sull’indifferenza e il suo effetto negativo sugli eventi. E poi l’intervento del sindaco di Pattada che ci fa riflettere su un evento che fu fondamentalmente una guerra tra poveri, tra gli ultimi (i sardi) e i penultimi (gli itrani). “Prima gli itrani poi i sardi” si diceva durante le proteste. Tutto ciò è di grande attualità. Scambiamo ‘itrani’ con ‘sardi’ e ‘sardi’ con ‘extracomunitari’ ed è quello a cui assistiamo oggi, un’altra guerra tra ultimi e penultimi…o, come poi puntualizza l’autore del libro, tra ultimi e ultimi.