11/377: Lodine

ISPIRAZIONE

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Quello che ho sempre temuto di questo viaggio è successo oggi: non di essere sbranato da un cane pastore in libertà ma di ammalarmi. Troppo cibo? Troppa salsiccia? Freddo? Virus diffuso? Quale che sia la causa ho passato una nottataccia, e stamattina parto con nausea e debolezza.

Lodine, proprio tu che sei stato il primo Comune sardo a deliberare un contributo verso il mio progetto non ti meriti una giornata così. Ti raggiungo a stento facendo i pochi chilometri in salita che ti separano da Gavoi, e mi butto nel bar della strada principale, a bere una tisana calda in attesa che il bed&breakfast finisca di prepararmi la stanza. L’unica cosa che voglio è buttarmi in un letto. Il sindaco fa in tempo a salutarmi e invitarmi a cena, invito che purtroppo dovrò declinare con la promessa di rivederci a progetto finito.

E la giornata la passo a letto.

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Almeno il giorno dopo, prima di partire verso Fonni, ti dedico un po’ di tempo, oh Lodine, paesino dal quale decine e decine di volte son transitato andando da Gavoi a Fonni o a Mamoiada, ma dove mi sono fermato innumerevoli volte per ammirare uno dei panorami più belli che abbia mai trovato in Sardegna: percorrendo quella salitina, subito dopo il bar che ho nominato prima, che porta alla chiesa di San Giorgio, si arriva ad un punto da cui si gode una vista a 360 gradi sulle montagne intorno, sulla vallata del Lago di Gusana e sul paesino di Lodine, di fronte al quale si vede Fonni. E come se non bastasse, si può salire poco più in alto sulla cima di un nuraghe diroccato. Sembra essere sulla vetta del mondo. Almeno di questo piccolo grande mondo che è Lodine.

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E prima di rimettermi in viaggio verso Fonni ammiro la tua arte di strada, il presepio multicolore, delle strane sculture, e i murales raffiguranti quasi esclusivamente personaggi del XX secolo, dai Blues Brother, a Frida Kalo, passando per Fabrizio De Andrè, Nelson Mandela, Bob Marley e tanti altri.

Sicuramente ci rivedremo Lodine!

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FRAMMENTI SONORI

In arrivo…

 

BREVI NOVELLE SARDE

Antonella, la proprietaria del b&b, si preoccupa del mio stato di salute, mi mette le lenzuola di mollettone nel letto e accende il riscaldamento. ’Stattene al calduccio’ mi dice. Ho lo stomaco sotto sopra e mi butto a letto. Dormo per qualche ora. Quando discendo, ancora con la nausea, Antonella mi chiede se voglio mangiare dei ravioli al sugo fatti in casa, della salsiccia e del formaggio buonissimo. Al solo pensiero mi vengono i conati e chiedo una tisana ma Antonella insiste ‘guarda che sono buoni, tutta roba sana che ti fa guarire!’ Gentilmente declino, e finalmente mi viene offerta una bella tisana. Torno a letto. Ora di cena. Ritorno di sotto. Questa volta decido di mangiare qualcosa. Antonella e il marito mi preparano una cena leggera a base di patate e fettine di manzo. ‘Assaggia la salsiccia e il prosciutto che sono buonissimi!’ insiste Antonella, ma ho suo marito dalla mia parte, e riesco infine a salvarmi solo aggiungendo una bella fetta di formaggio fuso sul pane. E fu sera e fu mattina. Colazione. Sto un po’ meglio. Antonella mi offre la marmellata fatta in casa dalle loro mele, buonissima, grazie anche alle piogge di quest’anno, poi yogurt, frutta, dolcetti (pabassini) e infine ’devi assaggiare il nostro prosciutto e la salsiccia!’…cedo a metà, assaggio il prosciutto crudo, e devo ammettere, è buonissimo. Prima di partire, Antonella mi mette in una busta tre pabassini (‘sicuro che non ne vuoi quattro?’) e altri dolci al miele, mandorle e arancio (‘che fanno benissimo’). Parto rifocillato, anche troppo, sperando che non mi venga una congestione in strada, ma con i sensi di colpa per non aver mangiato la loro salsiccia! Dovrò certamente tornare a Lodine!