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190/377: Tula

ISPIRAZIONE

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Entro nella seconda metà del progetto già stanco. Per fortuna, dopo un po’ di salita, arrivo alla sommità della strada, da cui posso ammirare la piana di Chilivani, nella quale son stato ormai qualche settimana fa. Da qui la strada per Tula è tutta in discesa, una strada bellissima che scende fino al lago del Coghinas. Da qui in poi ricomincia un po’ di salita fino al paese.

Qui mi sta aspettando l’assessore Elia che mi ospiterà a casa sua, con la moglie Patrizia e la figlia Viola. Ci rechiamo in biblioteca dove mi da il benvenuto la bibliotecaria Stefania che ha organizzato il mio evento per stasera, nel parco qui accanto.

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Dopo un caffè, io ed Elia passeggiamo per le strade del paese. Noto subito che la maggior parte delle case del centro sono costruite con trachite rossa e ‘tufo’ chiaro. Molte case hanno delle belle porte in legno e finestre bordate di pietra, e qualche casa abbandonata ha ancora dei bei balconcini  e rosoni in ferro battuto.

Passiamo dalla piazza con la chiesa di Sant’Elena, tutta in trachite rossa, e ci dirigiamo alle scuole dove ci stanno aspettando i bambini delle elementari e delle medie. Tutti seduti all’aperto ascoltano il mio ukulele e i miei racconti, insieme agli insegnanti, anch’essi incuriositi. Veniamo raggiunti dal Sindaco Gesuino e tutti insieme ci fermiamo ad un bar per l’aperitivo, obbligatoriamente birra (mi avevano avvisato di stare attento alla birra a Tula!).

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Dopo pranzo, io, Elia e la figlia Viola con un’amichetta, ci mettiamo in macchina per andare a visitare il sito di Sa Mandra Manna. Qui si trovano una serie di strutture di età pre-nuragica, nuragica e successiva. Arriviamo alla struttura megalitica, una lunga muraglia di pietre, con ingressi e corridoi, nei quali si possono notare delle pietre con delle incisioni molto particolari. Più sotto arriviamo ad una domus de janas nei massi di trachite. E non distante si trovano anche i resti di una tomba dei giganti e di un nuraghe a corridoio. C’è decisamente caldo e ho dimenticato di portare un cappellino.

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Rientrati in paese e lasciate le bambine, io ed Elia guidiamo verso il lago. Raggiunte le sue sponde ci godiamo la vista, mentre un unico pescatore su una roccia a bordo acqua attende il movimento della lenza tesa sulla canna. Sotto queste acque si trovano i resti della chiesa di San Pietro, sommersa dopo la costruzione dell’invaso, e ricostruita non lontano da qui nella frazione di Sa Sia. Qui d’estate si possono fare diverse attività come canoa e sci nautico, e allo stesso tempo praticare il birdwatching.

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Tornati in paese un piccolo gruppo mi aspetta al parco accanto alla biblioteca per la presentazione-concerto. Mi fa piacere rivedere anche dei volti noti, Giovanni Antonio e Lilla venuti da Ozieri. E poi ci ritiriamo per un ulteriore aperitivo, la cena, e a questo punto la stanchezza accumulata nei giorni precedenti, ed il sole di oggi, si fanno sentire. Per la secondo volta nel viaggio starò malissimo tutta la notte e sarò obbligato a partire la mattina dopo molto tardi con un caldo ancora maggiore. La temuta estate sarda sta arrivando.

 

FRAMMENTI SONORI

In arrivo…

 

BREVI NOVELLE SARDE

Ispirato dalle Letterine di Stefano Mirti, frammenti di storie che a volte legge nei giornali, a volte sente nelle parole della gente (vi consiglio di abbonarvi alla sua newsletter), vi propongo alcune notizie recenti su Tula, prese da La Nuova Sardegna:

15 maggio 2019. “La Tulese, il fascino del passato…”, si intitola così il libro di Luigi Branca, giornalista e scrittore, pubblicato in questi giorni, che ripercorre la storia della squadra di calcio di Tula dagli anni ‘70 sino ad oggi…(continua)”

31 marzo 2019. “Il più grande telescopio ottico della Sardegna troverà casa a Tula, dove su iniziativa privata sta nascendo un osservatorio astronomico che sarà messo a disposizione degli studiosi e delle scuole. L’iniziativa nasce da un’idea di Francesco Becca, ingegnere tulese laureatosi al Politecnico di Milano dove attualmente guida una società, da lui fondata, di robotica industriale e ingegneria antisismica e che ora si fa promotore di un progetto con obiettivi scientifici e divulgativi nella sua terra d’origine…(continua)”

08 marzo 2019. “Non succede spesso che Davide abbia la meglio su Golia ma ogni tanto capita e questa volta è successo a Tula che al cospetto di realtà più grandi e importanti, su un lotto di 40 località selezionate in tutta Italia è stato scelto come paese modello per lo sfruttamento dell’energia eolica…(continua)”