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206/377: Ossi

ISPIRAZIONE

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Anche oggi mi son mosso da Sassari e ho ripercorso per la seconda volta la strada per Ittiri e poi la salita che ripassa anche da Tissi per arrivare a Ossi. Arrivo in comune e incontro Pasquangela, il vice sindaco, che mi offre un caffè e mi porta subito in macchina a visitare un luogo magico fuori paese, Mulineddu, un terreno ai piedi dei costoni calcarei sotto i quali passa la SS131 poco prima di arrivare a Sassari, proprietà dell’artista Bruno Petretto, che lo ha trasformato in un vero e proprio parco artistico.

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Bruno, soprannominato il re di Mulineddu, mi accompagna in un giro che inizia dall’anfiteatro, costruito da lui solo, pietra dopo pietra, tutto calcare bianco. C’è ancora qualche parte da terminare e qui un giorno si svolgeranno spettacoli. Passiamo la costruzione principale, sempre costruita da Bruno (fatto che mi fa pensare alla casa che Jung si costruì sulle sponde di un lago) che contiene uno spazio espositivo, e iniziamo a vedere tante opere qua e là, in terra, sugli alberi, sculture create da artisti che son passati di qua.

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Arriviamo ad una casa sull’albero, ci salgo sopra e ci entro, poi passiamo il fiume attraverso un ponticello in corda, ed arriviamo a quella che Bruno definisce la “Capella Sistina”, un fico con appesi tutta una serie di animali morti essiccati rappresentanti le stesse scene dell’opera di Michelangelo. Arriviamo fino ad un altro anfiteatro, circondato da sculture di ogni tipo, dal quale, seduti sulle gradinate (sempre costruite da Bruno) si può ammirare tutto il costone calcareo bianco sotto un cielo blu.

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Rientrati in paese ci rechiamo al Parco Comunale Fundone, dove si trova l’opera “Diversamente Vivo”, un pino abbattuto da una tempesta di vento, e lasciato sul posto, dove Bruno ha realizzato una lapide, con tanto di foto dell’albero defunto.

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Per pranzo ci raggiunge l’assessore Maria Laura e nel pomeriggio caldissimo, insieme alla guida Sabrina, raggiungiamo la località Mesu ‘e Montes, sulla strada che affaccia verso le pale eoliche e le cave di Florinas, e non lontano dalla chiesetta campestre di Sant’Antonio, per vedere un bellissimo sito di domus de janas, alcune delle quali ricchissime di ornamentazioni sulle pareti e sulle volte.

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Prima di ripartire per Sassari dove dormirò anche stanotte, facciamo una passeggiata in centro, passando il bel palazzo baronale seicentesco con incorporato il Museo Etnografico, la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, rigorosamente in pietra bianca, altre palazzine nobiliari, e una bella fontana in pietra all’uscita del paese.

 

FRAMMENTI SONORI

In arrivo…

 

BREVI NOVELLE SARDE

Ieri a Tissi c’è stata una rapina in banca. Oggi a Ossi è esploso un deposito del gas. Gli amministratori parlano di quest’emergenza che per fortuna si è risolta nel migliore dei modi. Allora mentre si rilassano possono parlarmi di alcune importanti attività didattiche e sociali svolte qui, per esempio con ragazzi che presentano carenze didattiche, come la dislessia, o con ragazzi affetti da problemi psichiatrici, in alcuni casi gravi. Una volta venne organizzata un’escursione ad Alghero insieme ai ragazzi del gruppo parrocchiale. Il percorso prevedeva dieci chilometri di salita a piedi, di cui cinque con una zavorra variegata. Prima di arrivare in cima, i ragazzi dovevano alleggerirsi lasciando per strada parti di zavorra, scegliendo cosa era più o meno importante. Salire in cima con tutta la zavorra infatti sarebbe stato impossibile. Le cose lasciate sul percorso sarebbero diventate delle indicazioni per altri camminatori che avessero voluto percorrere lo stesso cammino verso la cima. Inoltre i ragazzi portavano con loro l’indispensabile scorta d’acqua in una borraccia, sull’esterno della quale venivano scritte varie cose, in ordine di importanza dall’alto verso il basso. Dunque più i ragazzi bevevano più il livello dell’acqua rimasta, sempre più preziosa man mano che si procedeva, scendeva fino a toccare cose sempre più importanti. Pare che questo percorso, carico di simbolismi, quasi un rituale, sia stato benefico per moltissimi ragazzi. In qualche modo ci vedo un parallelo con questo mio viaggio.