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29/377: Soddì

ISPIRAZIONE

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Il tragitto anche oggi è veramente breve, solo due chilometri. Con un punto d’interesse però. Passerò per il piccolo borgo di Zuri, che è frazione di Ghilarza (dove sarò domani).

Poco prima di entrare a Zuri mi superano due ciclisti, iniziamo a chiacchierare e, quando scoprono che sono ‘quello che sta facendo il giro della Sardegna in bici’, mi propongono di fermarci per un caffè al bar.

Uno di loro, Enrico, mi offre ospitalità per il giorno dopo a Ghilarza.

Dopo i saluti mi fermo alla chiesetta di San Pietro a Zuri, tutta in trachite rosa. C’è una storia particolare da raccontare: la chiesa (e l’intero villaggio di Zuri) si trovava dove ora c’è il lago. Quando venne realizzato l’invaso artificiale dell’Omodeo, l’intero paese si spostò più in alto, e la chiesa venne ‘spostata’ pezzo per pezzo e ricostruita identica a prima (qualcuno dice anche meglio!).

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Sulla strada per Soddì la vista del lago sulla destra è ancora bellissima, sempre da un’angolazione diversa rispetto a ciò che ho visto nei giorni scorsi.

Dopo un altro chilometro entro in paese da un ingresso secondario, sbagliando. Percorro stradine strette, ben lastricate, con casette antiche in basalto ristrutturate e qualcuna abbandonata. Dei cani mi abbaiano da un terrazzino. Il paese è deserto. Sembra un po’ di entrare in un villaggio del Far West. 118 abitanti. Tutti nascosti.

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Arrivo in Comune dove mi aspettano Jessica e Alessandra, due ragazze incaricate dal Sindaco di portarmi un po’ a zonzo. Dunque in poco tempo facciamo il giro completo del paese, passando di fronte al bar, a una parrucchiera, alla piazzetta dove viene celebrato Sant’Antonio il 16 gennaio, fino alla chiesa di Santa Maria Maddalena, all’esterno della quale si trovano i famosi tronchi fossili della foresta di Zuri, che però si trovavano in origine nei pressi del lago.

Da studente di Geologia ricordo due di questi tronchi dell’era Miocenica all’ingresso del Dipartimento di Scienze della Terra a Cagliari, e ora rivedo esemplari simili qui, dopo vent’anni!

Continuiamo la passeggiata per una strada esterna attorno al paese, dove passiamo una vecchia fontana, con una vaschetta di fronte contenente ben 5 pesci e risaliamo lentamente per una ripida salita che ci riporta in Comune.

Paese finito!

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Pranzo a casa della famiglia del Sindaco Greta, che mi racconta con entusiasmo del paese, di come da poco tempo sia stata eletta e si stia dando da fare per mantenere questo posto attivo, ed evitare lo spopolamento.

Nelle poche ore di luce rimaste nel pomeriggio, anche col Vice Sindaco Mattia, giriamo un po’ in macchina per la circonvallazione del paese, ammirando il panorama del lago e risalendo dalla chiesetta di Zuri.

Finisco la giornata lavorando sul materiale arretrato e un po’ preoccupato di non avere materiale sufficiente per la breve novella odierna!

 

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dalla luna piena sul lago Omodeo.

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BREVI NOVELLE SARDE

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Vivo ormai da diversi giorni intorno al lago Omodeo.

Vivo lentamente e gli spostamenti sono brevi e lenti.

Ciò mi fa apprezzare più a fondo le cose e mi fa vivere la geografia con una prospettiva diversa.

Soddì, un luogo che prima di questo progetto non avevo mai sentito nominare, e che invece oggi è diventata la sede del mio pellegrinare.

Anche qui a Soddì, come nei paesi intorno che ho già visitato, si parla di tre temi principali: lo spopolamento, il lavoro che non c’è, e il recente delitto del lago.

Da giorni sento avvicinarsi la ‘presenza’ di Ghilarza, che per me è sempre stato un paese ai bordi della 131bis, probabilmente simile a tanti altri che passiamo durante i nostri viaggi, e che inizia pian piano ad acquisire un significato diverso, paragonato a tutti questi paesini che ho appena visitato, quello di una grande metropoli, alla quale molto lentamente mi sto avvicinando.

Lo si capta nei discorsi della gente. Ghilarza che fa da calamita sui giovani di questi paesini, i quali, pur essendo solo a pochi chilometri di distanza, decidono di trasferircisi. Penso a quanto siano determinanti questi tre chilometri.

Restare a vivere a Soddì, pur lavorando a Ghilarza, significherebbe contribuire al suo vivere comunitario e al suo futuro.

Ecco, forse dovremmo veramente concentrarci sul concetto di geografia e distanza, su come esso cambi letteralmente a seconda della velocità alla quale andiamo.

Espansione e compressione spazio temporale?

Teoria della relatività di Einstein?