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33/377: Santu Lussurgiu

ISPIRAZIONE

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Il tempo non promette nulla di buono. Parto da Abbasanta in direzione ovest, verso il Montiferru, sul quale aleggiano dei nuvoloni neri. Oltrepasso la 131 e attraverso campi verdi e pieni d’acqua.

Il vento inizia a salire man mano che mi avvicino al Montiferru. Attraverso delle belle sugherete, ultimo momento di contemplazione del paesaggio.

Il vento sale, inizia la pioggia e mentre salgo gli ultimi tornanti verso Santu Lussurgiu vengo investito da una tormenta talmente forte che mi obbliga a fermarmi, a tratti.

Finora la condizione climatica peggiore del viaggio.

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Arrivo in Comune dove mi accoglie il vice Sindaco Francesca. La giornata non è delle migliori per visitare il centro storico del paese, molto curato, con una bella pavimentazione in pietra.

Ci dirigiamo subito alla sede della Fondazione Hymnos, una bellissima casa nobiliare antica ristrutturata dove si trova un centro studi per la polivocalità popolare liturgica e paraliturgica.

Oltre a una collezione inestimabile di libri riguardanti la vocalità di ogni periodo (inclusi volumi medioevali), si trova una sezione multimediale dove posso ascoltare diversi brani del coro Su Cuncordu e’ su Rosariu.

Grazie a un touchpad posso isolare le varie voci dei quattro cantanti, così trascorro molto tempo nello studiare i segreti di un canto che, all’ascolto, sembra perfetto e inscindibile nelle sue componenti singole.

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Nel pomeriggio visito il Museo della Tecnologia Contadina, molto grande e ricco di oggetti e attrezzature della vita quotidiana passata.

Una giovane ragazza, laureata in psicologia ‘in continente’, ma adesso rientrata in Sardegna per cercare lavoro, mi fa da guida e mi descrive tutto con grande dettaglio ed entusiasmo, gli aratri, gli attrezzi per tosare le pecore, per fare il pane, per tessere, per fare il latte, e tutti gli oggetti domestici di un tempo.

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Purtroppo piove troppo per poter visitare il paese. Riesco giusto a rendermi conto della bella geografia intorno, con due grandi colline in pietra basaltica che stagliano di fronte al paese, in una delle quali si trova un Cristo bianco simile a quello di Rio de Janeiro.

L’indomani mattina, in partenza per Bonarcado, sotto il sole riuscirò a vedere un po’ più di centro storico, le belle case in basalto, le due chiese del centro, una più piccola nascosta tra le case, e sulla strada per Bonarcado la valle profonda dove da un lato scendono le cascate di Sos Molinos e dall’altra si trova un vecchio deposito d’acqua, recentemente dipinto in maniera eclettica dallo street artist Urka.

 

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dalle belle armonie del coro Su Cuncordu e’ su Rosariu.

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BREVI NOVELLE SARDE

Tonio fa il pizzaiolo con passione.

Entrati nella sua pizzeria sembra d’essere (come qualcuno ha scritto in una ingiusta recensione online) nella stanza di tuo zio. Ed è la cosa più bella che possa esistere.

Pareti in pietra, caminetto acceso, con Tonio che ogni tanto, tra una pizza e l’altra, va a dare una sistemata ai tronchi, tavolini spartani, piatti e bicchieri di carta, niente posate, le pizze si mangiano rigorosamente a mano.

Tonio accoglie tutti calorosamente e ti fa sentire subito a tuo agio con qualche battuta.

In fondo alla sala vengono fatte le pizze, non esiste una barriera, ma solo un piano di lavoro e il forno a legna.

Tonio fa qualche pizza e poi torna a scambiare due chiacchiere. Non sembra di essere in ristorante, ma a casa di un amico che sta cucinando per te.

Quando inizio a parlargli del mio progetto a Tonio gli si illuminano gli occhi, smette di fare quello che stava facendo ‘aspetta, aspetta, dimmi bene, che a me queste cose mi piacciono troppo’.

Quando finisco Tonio mi indica i peli del braccio, alzati. Mi dice che devo assolutamente scrivergli i dettagli su un post-it. Poi torna al suo lavoro. Dopo le pizze ci vengono offerte castagne appena arrostite nel camino.

Tonio mi racconta che ha viaggiato tanto e lavorato anche all’estero, dove ha imparato il mestiere e fatto grandi esperienze umane. Adesso è venuta l’ora di riportare l’esperienza in Sardegna. Anche se ammette che se potesse lasciare tutto vorrebbe fare quello che sto facendo io.

Prima di andar via, Tonio mi fa scrivere l’indirizzo del mio blog su un post-it e lo attacca accanto ad altri bigliettini pieni di appunti. Mi dice ‘sono tutte cose che sento da clienti, libri da leggere, cose che attirano la mia attenzione e che mi riprometto di leggere e controllare. Sono un curioso di natura!’.

Vado via contento di aver trovato un altro fan.

Questo progetto (ideato da un curioso di natura) sta andando avanti grazie ai curiosi di natura!