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43/377: Riola Sardo

ISPIRAZIONE

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Non è per ripetermi, ma questo è stato veramente un viaggio breve, il più breve da quando ho iniziato, ma forse il più breve che ci sarà, visto che il cartello d’uscita da Baratili San Pietro è subito seguito da quello di ingresso di Riola Sardo, letteralmente qualche metro dove passa uno stretto corso d’acqua.

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Percorro la strada centrale e arrivo alla piazza della chiesa. Poco distante, in una bella palazzina dall’aspetto antico, abita Romana, una ex collega di geologia che mi ospiterà per questa giornata. Dopo un caffè e qualche chiacchiera ricordando esami e professori del corso di geologia, Romana mi porta a fare un giro in paese.

Passiamo accanto alla chiesa centrale di San Martino, il cui campanile, come d’altronde la maggior parte dei campanili della zona, è ricoperto di maioliche colorate. Riesco anche a sentire il suono delle campane di mezzogiorno, ben intonate.

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Costeggiamo la bella costruzione che ospita l’Hotel Lucrezia, e poi un altro bel palazzotto, tutte proprietà appartenute a famiglie di ricchi possidenti locali. Insieme a qualche raro basalto nei muri, qui viene usata principalmente l’arenaria per i bordi di porte e finestre.

Continuando il giro verso la periferie passiamo solo casette basse, a un piano, in ladiri o intonacate, e arriviamo a uno spiazzo coi resti di una chiesa, l’antica parrocchia Santa Corona, di cui restano alcune mura e una parte di cappella con delle nicchie, tutto comunque ben ristrutturato.

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Nel pomeriggio, insieme al marito di Romana, Valerio, andiamo al Parco dei Suoni, una vecchia cava di arenarie, usate per la costruzione di tutte le case della zona.

Il grande piazzale è circondato dai fronti di cava dove i segni verticali degli scavi, misti agli strati obliqui dell’arenaria formano delle geometrie incredibili.

Questo spazio viene sfruttato già da tanto per eventi musicali, anche se la sua originaria funzione, ovvero quello di contenere delle strutture o sculture che producessero suoni permanentemente, non è mai stata realizzata.

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Poco lontano dal Parco dei Suoni, il tratto di costa appartenente al comune di Riola Sardo è mozzafiato. Due ulteriori cave di arenaria su un lato, e il mare dall’altro, a strapiombo. Il tramonto è rovinato solamente da nuvole di zanzare che ci divorano selvaggiamente fino a farci correr via a gambe levate.

 

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dalle geometrie delle arenarie al Parco dei Suoni.

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BREVI NOVELLE SARDE

Una delle belle palazzine di Riola è un bnb appartenente a Giulia, una ragazza che ieri ci ha seguito tutto il giorno a Baratili, imperterrita, per fotografare tutti i momenti della mia giornata con grande passione.

Purtroppo la stanchezza dello scrivere questi post a fine giornata, mi ha fatto dimenticare di includerla nel post di ieri (scusami ti aggiungo subito!), ma visto che Giulia è di Riola ha più senso averla oggi in questa pagina.

Giulia mi ha mostrato alcune delle sue opere fotografiche, molto particolari, astratte, e belle. Tutto il giorno (in segreto) mi son chiesto se Giulia fosse uomo o donna. Uomo per i suoi chiari tratti mascolini, donna per il suo nome e il suo fare, e poi mi racconta di dover andare a trovare la sua fidanzata e quindi sono un po’ confuso.

Sotto sotto non mi importa, Giulia è simpatica ed è qui a fare il suo lavoro in maniera professionale, e io che vivo nella patria delle libere inclinazioni sessuali non mi stupisco davanti a nulla.

Poi però mi ricordo di essere in Sardegna, in un paesino di duemila anime, e mi chiedo se Giulia abbia vita facile qui, se il suo talento nella fotografia sia riconosciuto, oppure se sia vittima di pregiudizi in una realtà così piccola.

Da come si è svolta la giornata di ieri direi che non vi sia nessun pregiudizio da parte di nessuno, forse son stato io l’unico a pormi certe domande.

Ma parlando a posteriori con Giulia, mi spiega (finalmente capisco…) che per una donna nata per errore nel corpo di un uomo non è stato facile imporsi in questa realtà, e che ancora c’è tanto migliorare, soprattutto nella mentalità della gente.

Dunque aspettiamo con fiducia che tutte le sfumature che ci sono tra ‘gay’ e ‘straight’ siano ormai pienamente accettate anche nelle realtà più piccole e chiuse della Sardegna.