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13/377: Desulo

ISPIRAZIONE

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Parto da Fonni carico di energia, pronto alla grande salita che mi porterà prima alla base del Monte Spada e poi quella che arriva al valico di Tascusì, il punto più alto che raggiungerò durante il mio progetto, 1246 metri sul livello del mare. Fa freddo e salgo con calma. Superato il pianoro alla base del Monte Spada mi si apre uno dei più bei panorami finora visti, una vallata boscosa immensa. Per un po’ scendo in picchiata godendomi il panorama, fino al fiume, e mi fermo per un po’ alla fontana. Poi ancora salita, lunga, fino a Tascusì, in mezzo a querce che poi cedono il passo ad abeti. Siamo in alto e c’è freddo. Le nuvole coprono le cime delle montagne. Mi metto sciarpa e cuffia e finalmente scendo in picchiata verso Desulo.

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Il paese e su un lato della montagna e le strade corrono parallele a vari livelli, unite da salite (o discese) mortali! In comune mi accoglie Antonella, Asssessore alla Cultura, che mi fa fare il giro del centro storico di uno dei tre rioni, Issiria. Mi spiega che in origine c’erano tre villagi, Issiria, Ovolaccio e Asuai, tutti in fila, che poi sono stati uniti dalla strada provinciale 7 formando un unico paese, Desulo. Ci sono molte case diroccate, ma alcune ben ristruttrate, ed il tutto è molto suggestivo…e anche molto faticoso con tutti i sali e scendi!

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Serata col Sindaco Gigi, che mi porta a vedere più o meno tutto ciò che d’importante c’è a Desulo. Il Museo Multimediale dedicato alla figura del poeta Antioco Casula detto Montanaru, dove con la proiezione delle mie mani attivo la lettura di poesie (me ne copio una che userò per il mio frammento musicale), la mostra fotografica sui muri del centro Sogni Meridiani di Tore Ligios, tutta dedicata alla poesia di svariati autori, i murales del paese, quello che mi colpisce di più raffigura la tragedia di tre pastori morti a Tascusì più di cento anni fa, proprio dove son passato io stamattina, colti da una tormenta di neve. In finale Gigi mi porta a salutare il coro polifonico Anninora, dove mi offrono un buon bicchiere di vino rosso, e il macellaio, il quale mi riconoscerà come ‘quello che sta girando tutti i paesi della Sardegna!’

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FRAMMENTI SONORI

Ispirato dal ritmo e musicalità della poesia di Montanaru. Scritto al B&B Belvedere.

BREVI NOVELLE SARDE

Lascio la bici appoggiata sul muro del Comune sulla strada principale, un via vai di abitanti, alcuni indaffarati altri no. Io ordine sparso ecco una selezione di commenti da parte di persone diverse:

– Stai venendo da Fonni?? Ma la pedalata assistita ce l’avevi??

– Che cos’è quello strumento? Ah un basso, no, no io suono solo 6 o 12 corde, al massimo 24 (?!?!) ma 4 proprio no!

– Vuoi fare una gara? La mia bici è un bolide, gli ho montato questi roccheti speciali, e poi vedi che la ruota di dietro è piccola e quella davanti molto più grande, sfreccia che è una bomba!

– Stai attento ai cani! (Lo sapevano che all’uscita del paese mi avrebbe inseguito un cagnolino feroce?? Se ci fosse stato quello della domanda di prima avrei vinto io di sicuro, tanto stavo andando veloce per seminare Fuffi).

– Attento a lasciare la bici qui che questo mio amico è di Tonara!

Credo che questo sia il loro modo bonario di farmi sentire benvenuto in paese!