017-Teti-blog-feature

17/377: Teti

ISPIRAZIONE

017-Teti-blog-2

Per andare da Ovodda a Teti potrei ripassare da Tiana. Sarebbe un po’ più corta. Ma la mia intenzione è di non ripassare mai su strade già fatte, a costo di fare strade più lunghe e più dure. Il mio percorso dev’essere come un filo che unisce tutti i paesi senza mai accavallarsi. Dunque decido di scendere verso il lago Cuchinadorza. Una bella discesona, che poi purtroppo vorrà dire salitona. Ormai in questa zona ci ho fatto il callo alle salite.

La giornata è bellissima ma c’è freddo. Scendo veloce verso il lago. Passo la centrale idorelettrica dell’Enel, il villaggio abbandonato che era stato creato per i suoi dipendenti con tanto di chiesa, scuola, e altri servizi. In una specie di sporgenza sul lago e tutto circondato di alberi, sembra quasi di essere sulle sponde di un lago nelle Alpi. Passo il ponte sul fiumeTaloro, con la diga, e da qui in poi è tutta salita. Mi superano molte corriere e macchine. Capirò solo dopo che si dirigono tutti a Tiana per la manifestazione Autunno in Barbagia.

017-Teti-blog-1

A Teti mi attendono il vice Sindaco Romina e Gianfranco che mi porteranno in giro per tutto il giorno. Prima tappa, dopo una breve passeggiata nel centro storico di Teti addobbato di murales e statue, è il bellissimo museo archeologico dove la guida Ignazia mi illustra l’importanza dei siti nuragici rinvenuti nella zona, dai quali provengono una quantità innumerevole di artefatti e bronzetti, il più famoso dei quali è diventato il simbolo del paese, il demone guerriero.

017-Teti-blog-3

Dopo pranzo Ignazia mi guida attraverso uno dei due siti archeologici, il villaggio nuragico di S’Urbale. Un luogo magico, una calma surreale, dove affiorano quelli che sono i resti di capanne nuragiche (molte!) con base in pietra. La parte scomparsa era la copertura, di cui però rimangono resti dell’intonaco che legava tutti i pali e le frasche. L’interno di una di queste capanne è stato ricostruito fedelmente al museo. Rimpiango di non aver portato qui il mio ukulele, il posto è veramente ispirante e la vista che si gode da qui è mozzafiato.

017-Teti-blog-4

Concludo la giornata alla chiesa di San Sebastiano, una delle tante chiese in Sardegna dove si celebrano feste che mischiano ritualità sacre e profane, dove la musica e il ballo sono parte integrante delle celebrazioni. Nelle cumbessias ora vuote posso olo immaginare la gente che cucina e i profumi che da qui emanano nei giorni di festa.

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dal sito di S’Urbale. Musica arcaica, nuragica. Scritto ad Austis, all’agriturismo Da Valore.

017-Teti-score

BREVI NOVELLE SARDE

Pinuccio ha origini tonaresi ma vive a Teti. Solo da due anni, da quando è rientrato in Sardegna. Per 55 anni Pinuccio ha vissuto a Genova, faceva il camionista. Col suo camion ha girato l’Europa, dalla Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Europa dell’est. Quante volte è passato su quel ponte crollato a Genova. Non solo. Stazionava spesso su un’area di sosta sul ponte. E poi guidava. Giorno e notte. Ovunque andasse provava i cibi locali. Un’unica cosa non piace a Tonino: il sanguinaccio. Ma nella ex-Yugoslavia, ordinando da un menù incoprensibile, gli capita proprio il sanguinaccio. Proprio non riesce a mangiarlo. Ordina un altro piatto. Un’altra cosa immangiabile. Non gli resta che uscire dal ristorante affamato. In Germania si perde cercando una via a Colonia. Quando si ferma a chiedere ad un tassista in un tedesco base, quest’ultimo gli risponde in sardo “ti ci accompagno io, sono di Orune!”

Ma soprattutto, Pinuccio è un poeta. Scrive poesie tutti i giorni, per tutti e tutto. Mi legge tante poesie, in sardo, di cui capisco il senso generale ma non tutti i dettagli. Una molto bella è dedicata alle donne di Teti, tutte bellissime. La loro bellezza contagia anche le donne che a Teti si trasferiscono, che diventano belle per riflesso! E le sue poesie Pinuccio le canta anche, con una bellissima voce. Insomma, un incontro fortunato. Talmente tanto che Pinuccio mi dedica una poesia!