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197/377: Sassari

ISPIRAZIONE

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Sassari la vedevo già dall’alto di Osilo, una distesa di case in confronto alle dimensioni medie dei paesini dell’Anglona. Come già successo per Oristano e per Olbia, ne sento la vibrazione da lontano, una delle grandi città sarde, anche se molti la denigrano dandole l’appellativo di ‘paesone’. Vi assicuro che per chi ha vissuto in una città di due milioni di abitanti, se Sassari è un paesone, allora lo è anche Cagliari. In realtà sono entrambe due città(dine).

Trovo una strada interna che da Sennori taglia le campagne. È stretta ma poco trafficata, e man mano che mi avvicino vedo dall’altra parte delle alture calcaree le prime case di Sassari, e dietro i palazzi. Sassari è circondata (e anche attraversata) da canyons calcarei. Per entrarci, a meno che non si arrivi dalla 131, bisogna per forza ‘scalare’ (nota infatti la strada ‘scala di Giocca’ che ci arriva da sud). Dunque anch’io, una volta percorsa una lunga discesa che arriva al fondo di una di queste valli e pian piano risalgo una ripida salita che mi riporta sulla pericolosissima statale 200, che per fortuna percorro solo per un brevissimo tratto prima di entrare a Sassari e trovare una bella pista ciclabile!

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Sono arrivato presto. Oggi mi ospiterà Maria Vittoria, conosciuta ad Ozieri, ma prima di andare da lei, che probabilmente sarà ancora in pigiama, decido di arrivare in centro e fare un giro. Arrivo da nord e mi dirigo subito nel centro storico, ancora deserto. Pedalo tra le stradine, che hanno un che dei quartieri storici di Cagliari, di Barcellona. Arrivo alla bella piazza del Duomo (Cattedrale di San Nicola) la cui facciata si fa sempre contemplare a lungo. Poi costeggio il bel Palazzo Ducale, e la Pinacoteca Nazionale, per arrivare al Corso Vittorio Emanuele II, che percorro in salita per un tratto, prima di riprendere delle stradine secondarie. Arrivo ai giardini pubblici, grandi e ben tenuti, percorro le sue belle piste ciclabili, e mi fermo all’Emiciclo Garibaldi, una bella piazza a semicerchio, a prendere un caffè.

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È un orario decente per andare da Maria Vittoria a lasciare bici e bagagli. Raggiungo la sua abitazione, proprio in centro vicinissimo al Museo Archeologico Sanna, e una volta sistemato siamo pronti a fare un bel giro. Ovviamente non si può vedere tutto, dunque Maria Vittoria ha fatto una selezione di cose che sono degne di essere viste. Il primo itinerario passa accanto ad una serie di bellissime ed eleganti ville in stile liberty, alcune abitate, altre ormai abbandonate ma ciò nonostante molto affascinanti. Da qui poi risaliamo verso la Piazza dei Cappuccini, dove si trova il Conservatorio di Musica Luigi Canepa, e accanto il moderno Teatro Comunale, dove ho fatto parte dell’Orchestra De Carolis in alcune produzioni operatiche. Scendiamo poi verso la Piazza del Mercato e attraversiamo il Ponte Rosello, che taglia proprio uno dei famosi ‘canyon’, e ci soffermiamo ad osservare dall’alto la storica Fontana Rosello, risalente al 1600.

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Torniamo in centro attraversando la Via La Marmora, detta Carrera Longa, piena di palazzine storiche. Qui dietro il bel Palazzo Cugia, ex abitazione dell’omonima famiglia, in stile barocco spagnolo con dei bei balconcini in ferro battuto. Arriviamo alla bella Piazza Castello, così chiamata perché un tempo sede di un castello aragonese, di cui rimangono solo le fondamenta ben conservate e protette da una struttura chiusa. Su un lato la sede dell’importante Brigata Sassari e poi i portici che conducono alla splendida Piazza Italia, con gli eleganti palazzi, su tutti quello della Provincia e il Palazzo Giordano in stile neogotico. Percorriamo di nuovo la Via Roma e ci fermiamo per pranzo.

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L’itinerario del pomeriggio è all’insegna della contemporaneità. Maria Vittoria mi porta fino alla Piazza Aldo Moro, un po’ decentrata, a vedere degli importanti murales realizzati sui fianchi di alcune palazzine popolari nel 2012 da alcuni importanti artisti contemporanei, Blu, Ericailcane e Moneyless. Poi ci dirigiamo di nuovo verso il centro ad incontrare Lorenzo Po, le cui dirette su Facebook spopolano, e che mi vuole intervistare di nuovo dopo averlo già fatto qualche mese fa. Dunque aperitivo nel centrale Largo Cavallotti, proprio fuori dalla libreria dove tra poco presenterò il progetto e suonerò. L’intervista inizia, in diretta su Facebook, nel frattempo arrivano i musicisti, Maurizio e Paoletto coi quali ho già suonato a Erula. A fine diretta ci muoviamo tutti in libreria dove un piccolo e attento pubblico ci ascolta. Concludiamo questa bella giornata con una passeggiata in centro, attraverso le viuzze illuminate di arancio, e ci fermiamo per cena nella bella Piazza Tola, sulla quale si affacciano bellissimi palazzi un tempo appartenuti all’aristocrazia sassarese.

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FRAMMENTI SONORI

In arrivo…

 

BREVI NOVELLE SARDE

Tempo fa una breve novella parlava dei ‘grandi assenti’ dei territori che visitavo, luoghi, monumenti, siti archeologici che per questione di itinerario o di tempo non son riuscito a raggiungere. E una città come Sassari aggiunge molto a questa lista di luoghi che mi riprometto un giorno di visitare, soprattutto in ambito naturalistico ed archeologico (per non parlare di tutte le architetture civili e religiose, palazzi e chiese, del centro storico). Il comune di Sassari è il comune più esteso della Sardegna. Il suo territorio comprende moltissima costa e bellissime spiagge. Oltre alla inflazionata Platamona, a nord, il territorio si estende a ovest, verso la pianura della Nurra, e la costa occidentale tra Alghero e Stintino, dove si trovano due spiagge bellissime, l’Argentiera e Porto Ferro. Nella Nurra si trova anche l’unico lago naturale della Sardegna, il lago di Baratz, attorno al quale si sviluppa un’importante oasi faunistica. Infine, tra i siti archeologici avrei voluto visitare il santuario prenuragico di Monte d’Accoddi, poco fuori città, originalissimo per la sua struttura somigliante alla ziqqurat mesopotamica. Capiterà.