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377/377: Cagliari

ISPIRAZIONE

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Margine Rosso di Quartu Sant’Elena, brutta giornata d’inverno. Stesso luogo dove più di un anno fa, in bellissime giornate estive, pianificavo questo folle viaggio. Molta stanchezza ma ho un ultimo sprazzo di adrenalina e di energia. Ho dormito bene. Ben diverso dalla notte prima della partenza a Nuoro nella quale quasi non chiusi occhio.

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Bagagli sempre con me, ukulele compreso, mi metto in viaggio per l’ultima tappa, alla volta della mia città natale, tragitto che mi sono già immaginato centinaia di volte fantasticando sull’arrivo.

Costeggio la spiaggia del Poetto, l’entusiasmo sale, arrivo al cartello d’ingresso Cagliari, ultima volta dell’adesivo 377, e l’entusiasmo sale ancora, poi area di Molentargius e delle Saline, vasche salanti, canali, e in lontananza le colline calcaree di Cagliari, Sella del Diavolo, Sant’Elia, Monte Urpinu, e oltre all’entusiasmo monta anche l’emozione.

Lungo strada si sono uniti a me alcuni amici e tutti insieme verso via Roma per l’ultimo, ma veramente ultimo, ed emozionante tratto.

377-Cagliari-blog-2 by Francesca Ardau
Foto di Francesca Ardau

Via Roma, per fortuna il semaforo angolo Rinascente è verde e non devo fermarmi, con le persone fuori dal Municipio che già acclamano, e le vedo tutte, accoglienza strepitosa al grido di “bravo Seba!” e un “tagliati la barba!”.

Familiari, amici cari, e amici accumulati in viaggio, gente da tutta Sardegna: Cardedu, Furtei, Dorgali, Pimentel, Seui, Sant’Antioco, Pattada, Capoterra, Narbolia, Ozieri, Santa Giusta, Morgongiori, Serri, Oristano, Sadali, Tula, Quartu Sant’Elena, Perdaxius, Austis, Villaputzu, Siliqua, Orosei, Serrenti, Marrubiu, Guspini, Silius, Decimomannu, Mandas, Guasila, Norbello, Uta, San Nicolò d’Arcidano, Villa San Pietro, Nule, Monastir, San Gavino Monreale, Nuoro, Gonnesa, Cabras, Berchidda, San Sperate, Seulo, Nureci, Sardara, Donori, e chissà quanti altri mi sfuggono o non ho neanche visto, e ovviamente moltissimi da Cagliari.

E fotografi, giornalisti, e lo champagne aperto a mo’ di vincita gran premio di Formula Uno, e la barba da tagliare innaffiata di bollicine! E poi la splendida accoglienza dell’amministrazione del Comune di Cagliari, dal Sindaco Paolo Truzzu, l’assessore al Turismo Alessandro Sorgia e gli altri assessori e consiglieri, ci sono tutti e io stringo le mani con le mie umide di champagne, e i rappresentanti della Città Metropolitana, sorrido a tutti, saluto amici, faccio dichiarazioni e selfie a non finire, me la godo tutta!

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Foto di Francesca Ardau

Poi in aula consiliare, discorsi, applausi, Giacomo Serreli che fa domande, risposte, applausi, musica da solo e con gli amici musicisti Tenores Antoni Milia di Orosei e i Fantafolk, Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto. E doni, e ancora applausi e poi un bel rinfresco offerto dalla Coldiretti dove posso salutare e ringraziare tutti quelli che son venuti da lontano a godersi questo momento!

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Finalmente, quando tutto si acquieta un po’ e la gente va via, posso rilassarmi con qualche amico che poi mi seguirà nell’ultima parte della giornata, la passeggiata turistica in compagnia di Roberto dell’ufficio Cagliari Turismo, che ci racconta alcuni fatti, personaggi e segreti di questa città, la città del sole che è uscito ma che tramonterà presto.

Dal bellissimo Municipio, insieme ad un nutrito gruppetto di amici, saliamo verso Piazza Yenne e ascoltiamo la storia della statua di Carlo Felice, che un tempo puntava il dito verso il porto, l’inizio della “Carlo Felice”, ma poi la ruotarono quando il dito ormai indicava solo delle latrine pubbliche.

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Poi su tra i negozi di via Manno, uno dei lati dello storico quartiere della Marina, e l’ingresso nel quartiere Castello dalla porta dei due Leoni, il Teatro Civico senza copertura, il palazzo Boyl con le palle di cannone incastonate a ricordo dei bombardamenti da parte di inglesi, spagnoli e francesi, il Bastione, la sua piazzetta D.H. Lawrence, dalla terrazza del quale avvisto i luoghi che conosco così bene, il quartiere di Villanova, San Benedetto, Monte Urpinu, ai piedi del quale son nato e cresciuto.

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Saliamo in via Canelles tra targhe e case-torre, alcune ancora in rovina dai bombardamenti americani di quasi 80 anni fa. Ancora panorami, la “pietra cantone” bianca dappertutto, e l’arrivo in Cattedrale dal portico in via del Fossario, l’ingresso nella bellissima chiesa, la discesa nell’incredibilmente decorata cripta che contiene le reliquie di tutti i martiri cagliaritani.

Usciamo col buio e nel rientrare verso piazza Yenne costeggiamo l’antico Municipio ed il Palazzo Regio. Arriviamo fino a Piazza Indipendenza e la Porta Cristina, con la bella torre di San Pancrazio illuminata e il Museo Archeologico chiuso.

Poi giù verso via La Marmora e in via Santa Croce, passando dal Ghetto degli Ebrei, che al momento ospita una bella mostra fotografica che non abbiamo tempo di vedere, e il Bastione di Santa Croce, affacciato sulle luci dell’altro quartiere storico, Stampace, con le sue moltissime chiese tra cui quella che ospita Sant’Efisio, e la via Stretta, strettissima, dove passiamo a stento tra le piante.

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Una volta usciti dalla Porta dell’Elefante, con la sua omonima torre su un lato della quale si trova il bianco elefantino di calcare, scendiamo le scalette Santa Chiara, e ci rendiamo conto che il giro che doveva durare un’oretta in realtà è durato quasi tre ore, per la mia ancora insaziabile voglia di sapere di più, di fermarmi a salutare persone e a parlare con questo e con quello.

In Piazza Yenne ci salutiamo e adesso sono veramente arrivato alla conclusione di quest’avventura durata quattordici mesi, circa 5000 chilometri di pura libertà in luoghi magici, lo stretto abbraccio di un’isola e delle sue 377 comunità, migliaia di persone incontrate, centinaia di esperienze, decine e decine di nuove amicizie. Mi sento soddisfatto. Ce l’ho fatta. Ma non è finita qui…

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Foto di Maria Vittoria Pericu

 

FRAMMENTI SONORI

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BREVI NOVELLE SARDE

Come riassumere Cagliari in una giornata? Impossibile. Allora per l’ultima serie “I Grandi Assenti” ecco ciò che di Cagliari non ho potuto vedere oggi, ma che per fortuna conosco bene e che vi invito a visitare: la spiaggia del Poetto, bagni d’estate, passeggiate e caffettini nei suoi innumerevoli chioschi d’inverno, il vecchio borgo Sant’Elia ed il Lazzaretto, la basilica di Bonaria, con la sua necropoli, ed il cimitero monumentale, la necropoli di Tuvixeddu e la Grotta della Vipera, Monte Urpinu, il colle di San Michele col suo castello, l’Anfiteatro Romano, i musei, l’Archeologico, la Cittadella dei Musei, i Giardini Pubblici e la Galleria Comunale d’Arte, il mercato di San Benedetto, uno spettacolo al Teatro Lirico, una passeggiata nelle vie commerciali, una cena in uno delle centinaia di ristorantini del centro storico.

E se potete arrivare a cagliari in nave, fatelo. È vero, dall’aereo, arrivando dal mare, spesso si sfiorano le bianche colline calcaree e la città, ma dal mare vi sembrerà di “entrare” nelle viscere di questa bellissima città.