22/377: Neoneli

ISPIRAZIONE

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Ormai ho perso le speranze di trovare strade pianeggianti. Anche da Ortueri a Neoneli la strada è prevalentemente in salita. E poi, se anche prendo una bella discesa verso una valle, vedo sempre la strada che risale, dunque sempre una discesa dolce-amara! Ma pian piano mi avvicino verso il bordo di questo territorio elevato e la vista sulla piana di Ottana è magnifica.

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Arrivo in Comune dove il Sindaco Salvatore mi attende. E l’accoglienza è prima di tutto culturale: mi vengono donati libri scritti da vari autori, romanzi ambientati e Neoneli, e poi libri su Neoneli, e anche dischi di musiche natalizie, tutto edito dal Comune e raccolto in una borsa molto bella ricavata da materiali di scarto. Non faccio in tempo a riprendermi dalla piacevole sorpresa, che subito dopo il caffè al bar, uscendo, sento un signore cantare con una voce bellissima. Ci avviciniamo. Incontro Alberto Zucca, ex prima voce del mitico gruppo Tenores di Neoneli, che mi delizia con un canto nuorese (vedi frammento di oggi) e mi racconta di come da giovane ascoltasse gli anziani cantare per ore e ore, imparando così l’arte del canto a tenores.

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Prima di pranzo faccio un bel giro nel centro storico. Quasi tutte le case sono di trachite rosa, la pietra predominante di questa zona, come a Ortueri, anche se ancora si vedono dei graniti. Case vecchie tenute molto bene, alcune più malandate, danno a queste stradine un certo fascino.

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Di pomeriggio Salvatore mi porta a vedere un po’ di campagna intorno al paese. Dapprima le vigne. Anche qui l’annata è stata tremenda a causa delle piogge, ma nonostante tutto si è riusciti a produrre vino, prevalentemente un mix di diverse tipologie di vite. Spingendoci un po’ più all’interno inizia a ritornare il granito. Arriviamo fino all’oasi Assai, un parco naturale dove si trovano una grande varietà animali in libertà. Ci passano vicino solo dei daini, anche se vi si trovano cervi, cinghiali, gatti selvatici e altre specie che non incontriamo. Il bosco è meraviglioso, soprattutto ora che comincia ad imbrunire, i colori, i suoni di piccoli ruscelli d’acqua, l’odore del sottobosco, i graniti sparsi qua e là dalle forme più improbabili.

Rientriamo in paese e ho giusto il tempo di riordinare le idee e il materiale prima di cena. E che cena!

 

FRAMMENTI SONORI

Canto in strada di Alberto Zucca, su cui ho sovrainciso l’ukulele basso.

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BREVI NOVELLE SARDE

Salvatore mi porta a cena da amici. Andrea con la compagna hanno acquistato una vecchia casa diroccata nel centro storico e l’hanno ristrutturata. Muri e volte di antica pietra in vista, ambienti inusualmente suddivisi rendono questo posto unico. Vivono in Svizzera e tornano qui in vacanza. A cena oggi siamo molti, adulti, ragazzi e bambini. Sono già stanco morto e mi chiedo quanto reggerò prima di crollare dal sonno. Dall’aperitivo, un cocktail di prosecco e fichi d’india, intuisco che non sarà una cena tipicamente sarda…favette, acciughe, prosciutto, ok fin qui, ma quando Andrea tira fuori da una busta tre tartufi bianchi d’Alba che riempiono l’ambiente di un odore fortissimo e inebriante, capisco che sarà una cena speciale. E non solo per il cibo.

La conversazione dell’aperitivo verte sulle vigne di Neoneli. Del loro valore, del fatto che degli investitori di fuori vorrebbero affittarle per produrre vino. Si teme che le vogliano anche acquistare. C’è chi vuole essere prudente, chi invece è contento di questa opportunità, gli animi si scaldano, il tono di voce aumenta e nell’euforia della discussione viene rotto anche un bicchiere. Capisco che qui c’è gente che al proprio territorio ci tiene veramente!

A cena tutto è ricoperto di scaglie di tartufo bianco, le uova in tegame, il formaggio fuso. Tutto innaffiato da champagne e vini tassativamente francesi. La discussione sulle vigne si è arrestata, si tocca un argomento da queste parti molto delicato: il recente omicidio in un paese vicino di uno studente da parte di un gruppo di compagni di scuola. Mentre tra i giovanissimi della cena c’è chi sostiene che i colpevoli debbano essere puniti esemplarmente, un invitato più saggio spiega in termini molto semplici, partendo dalla storia della Costituzione Italiana, come a questi ragazzi si debba far capire l’entità del danno commesso, ma anche dare una possibilità di rifarsi una vita.

Siamo ai dolci. Cheesecake e dolcetti al cocco. E poi caffè e ammazzacaffè tutti rigorosamente svizzeri e tedeschi. Si apre una discussione sulla differenza tra birra e cidro. E poi si parla di nuovo delle vigne locali, di lavoro all’estero, dei ragazzi sardi che partono, di quelli che restano, di queli che non hanno voglia di lavorare, e di quelli che al contrario hanno ambizione e diventano eccellenze, come Andrea, che da Neoneli, passando per cameriere in giro per il mondo, è ora manager di uno dei più prestigiosi alberghi del mondo in Svizzera. E chi l’avrebbe mai detto di passare una serata così al centro della Sardegna?