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21/377: Ortueri

ISPIRAZIONE

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Parto dall’agriturismo Su Connottu e per la prima volta pedalo su stradine di campagna, tra le vigne del Mandrolisai. L’aria è ancora tiepida, abbastanza da scaldare la testa di qualche cane che mi si avventa contro, per fortuna da oltre una rete ben salda!

La strada è leggermente in salita. Passo ancora in mezzo ai boschi ma il paesaggio e la vegetazione stanno iniziando a cambiare. La Barbagia e i monti sono cosa passata. Siamo decisamente in collina.

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Entro a Ortueri e noto subito la pietra trachitica con cui sono costruite molte case, anche se è sempre presente anche il granito. Una bella palazzina signorile sulla destra, subito dopo una cappelletta votiva sul ciglio della strada fatta costruire da un sopravvissuto alla Prima Guerra Mondiale.

Mi dirigo in Comune. Ortueri non ha Sindaco, incontro Laura, una delle vigilesse, che mi accoglie e mi racconta un po’ del paese e delle cose da vedere. Andiamo a salutare gli insegnanti della scuola media, e poi ho qualche ora per me prima di pranzo.

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Seguo il consiglio di Laura, e salgo in bicicletta alla riserva Mui Muscas, case di una colonia di asinelli sardi. La salita è molto dura, tra i boschi, un dislivello di 350 metri. Mi fermo a metà per riprendere fiato e mangiare qualche corbezzolo. Arrivato in cima devo oltrepassare due cancelli (‘mi raccomando richiudili bene che senò scappano gli asini!’), ed entro nel terreno, coperto di aghi di pino (risultato di rimboschimenti) e di ‘tracce’ di asino. Li vedo in lontananza, mansueti che brucano erba. Mi avvicino. Appena mi notano si irrigidiscono un po’ e continuano a guardarmi. Due mi si avvicinano, sembrano minacciosi ma son solo curiosi e si fermano a due passi da me. Li accarezzo, mi allontano ma loro si riavvicinano. Rimango un po’ a contemplare gli asini, malinconici, placidi, ad accarezzarli, e mi gusto il senso di pace che questo luogo trasmette.

La discesa è velocissima, venti minuti per salire, tre per scendere. A pranzo vengo gentilmente invitato da Teresa, un’impiegata comunale, a mangiare nel suo agriturismo Su Creccu, posizionato in una collina da cui si gode un bellissimo panorama.

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Quando torno in Comune, scopro che nella sala consiliare c’è un pianoforte, a coda! È un miracolo! Il primo pianoforte che trovo in questo viaggio. Chiedo di poter stare un po’ qui e ne approfitto per suonare e registrare qualche frammento (quello di Orgosolo e quello di oggi). Dopo qualche oretta mi raggiunge Nicola Loi, un suonatore di trunfa, col quale suoniamo per una mezzoretta. Giornata musicalmente ricca! E poi Nicola scrive poesie, e me ne manda una ventina su Whatsapp.

Concludo la serata con Roberto, proprietario dell’Irish Pub di qui. Roberto si è gentilmente preso carico della mia ospitalità all’hotel Sa Funtana, e con lui e altri amici passiamo qualche ora a parlare di Ortueri, dei musicisti che ora hanno tutti altri lavori, delle piogge che hanno rovinato la produzione di vino di quest’anno, e della Brexit!

 

FRAMMENTI SONORI

Il pianto degli asinelli.

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BREVI NOVELLE SARDE

Angela mi accoglie all’hotel Sa Funtana. Mi fa scaricare le borse dentro e mettere la bici in garage. Entriamo nella sala ristorante, con un bel caminetto e Angela mi consiglia di approfittare della pizza stanotte, fatta nel forno a legna. Prima di portare le sacche su in camera Angela chiama la mamma, Antonella. ‘Questo signore vive in Inghilterra e ora sta facendo il giro della Sardegna in bicicletta’. Antonella si illumina. ‘Che bello. Anche mio figlio aveva vissuto due anni in Inghilterra, per imparare l’inglese, poi aveva deciso di tornare in Sardegna…eh…purtroppo il Signore se l’è portato via…’

Rimango un attimo in silenzio ‘Ah…mi dispiace, cosa è successo? Da molto?’ ‘Eh sedici anni fa ormai, aveva solo 26 anni. Era tornato qui e lavorava nei campi, un giorno il trattore si è ribaltato e lui è rimasto schiacciato sotto’. A questo punto l’espressione di Antonella cambia, una piccola smorfia e gli occhi le si riempiono di lacrime. Così pure quelli di Angela, che prontamente decide che è il momento di accompagnarmi in camera. Quando mi sistemo ripenso agli asinelli di stamattina, tristi e malinconici, forse anche loro stanno ancora piangendo la morte di questo ragazzo.