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56/377: Gonnosfanadiga

ISPIRAZIONE

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Il tragitto di oggi è semplice e breve e lo faccio in una bella giornata. Mi tengo le montagne granitiche sulla destra e pian piano mi avvicino all’avvallamento dove passa il Riu Piras, che taglia Gonnosfanadiga in due.

Oggi mi aspetta un altro caro amico geologo, Mario, e anche con lui, come ieri, una buona parte di giornata è dedicata alla visita di luoghi di interesse geologico. Prima tappa però caffè al bar del centro, sulla strada principale, il Rettifilo, che taglia il paese in due, più o meno parallelamente al Riu Piras, per qualche chilometro.

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Passeggiamo fino alla centrale chiesa del Sacro Cuore e arriviamo fino alla base di una lunghissima scalinata, 292 gradini, che sale su un colle in cima al quale è stato edificato un santuario-grotta dedicato alla Madonna di Lourdes. Ci saliamo in macchina facendo il giro, e da qui si gode di una vista spettacolare del paese e della pianura del Campidano, nonchè della visuale totale del Rettifilo che prosegue e si fonde nella scalinata.

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Alle spalle di Gonnos (così chiamata dai locali) si erge il massiccio granitico del Monte Linas, che si estende fino al territorio di Villacidro. Una volta in macchina, guidiamo verso la montagna, costeggiamo il Riu Piras per un po’, risalendo il suo corso, e ammiriamo la grandezza dei blocchi di granito portati da piene epocali! Poco dopo raggiungiamo il parco dell’Ente Foreste Perd’e Pibera, un’oasi di lecci e sottobosco, laddove un tempo c’era una miniera di molibdenite, il cui ingresso ancora si vede anche se sbarrato da una rete. Ci godiamo un po’ di pace e silenzio, rotto solo dal rumore delle sorgenti d’acqua, prima di rientrare per pranzo. Sulla via del ritorno mi incuriosiscono i vari pozzi che si trovano ancora in mezzo al paese, alcuni formano ora rotonde per il traffico!

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Nel pomeriggio visitiamo la chiesetta bizantina di Santa Severa, poco fuori il paese, all’interno della quale si trova la statua della martire che da tempi immemorabili non viene spostata. La leggenda vuole che il suo spostamento provocherebbe pioggie epocali e alluvioni…chissà che qualcuno non l’abbia per caso mossa facendo pulizie quest’autunno!…e poi di fronte alla chiesa un campo verde, in salita, nel quale ogni anno si tiene una gara di tiro a piatti di ceramica…in lontananza si notano ancora dei cocci bianchi sull’erba.

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Infine, prima che faccia buio riusciamo anche a visitare un’altra chiesetta campestre, quella di San Giacomo, accanto alla quale si trovano i resti di un tempio a megadon nuragico, al quale però non ci si può avvicinare perchè all’interno di un terreno recintato.

 

FRAMMENTI SONORI

Un semplice riff melodico.

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BREVI NOVELLE SARDE

Samuele e Gabriele, rispettivamente 7 e 3 anni, mi aspettavano da giorni. Continuavano a chiedere ai genitori, Mario e Daniela, quando esattamente sarei arrivato. Finalmente ora possono vedere la mia bici, il mio carico, i borsoni. Sono molto incuriositi ma anche intimiditi da questo viaggiatore barbuto. Ma ci vuole poco per conquistarli, un po’ di compiti insieme, e poi giochi di società prima di cena, e finalmente tiro fuori il mio strumento musicale, l’ukulele, che non a caso fa rima con Samuele e Gabriele!! Tutt’ad un tratto i giochi si fermano, regna il silenzio, e soprattutto il piccolo Gabriele guarda e ascolta ammutolito. Quando smetto vuole provare subito lui, non solo a toccarlo e suonare qualche corda, ma lo vuole proprio imbracciare con la cinghia, il piccolo rocker!! Eccolo accontentato, che strappa i cordoni in gomma dell’ukulele!! Riusciamo a toglierglielo dalle mani solo dopo averlo fatto suonare per un po’ e avergli fatto delle foto comicissime dove lo strumento è il doppio di lui! È ora di andare a dormire, e l’ukulele è dimenticato…forse.


PS: esattamente una settimana dopo, nella tappa da San Gavino ad Arbus, ripasso da Gonnosfanadiga, chiamo Mario per fermarmi a prendere un caffè, e sono tutti lì, anche i bambini, in vacanza da scuola, stupitissimi di rivedermi! Daniela e Mario mi rivelano che proprio il giorno prima di Natale Gabriele ha cambiato le sue richieste a Babbo Natale e ha ASSOLUTAMENTE voluto una chitarra…ed è stato accontentato! È piccola, un semi-giocattolo, ma funziona. Gliela accordo per benino, gli suono un paio di accordi mentre Gabriele mi guarda rapito e gliela restituisco…”lo sapevo fare anch’io” è la sua risposta. Missione compiuta! Go Gabry Go!