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57/377: Villacidro

ISPIRAZIONE

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Il viaggio è breve, in una bella giornata. Imbocco il primo bivio, la vecchia strada per Villacidro, molti uliveti intorno, ma al vecchio ingresso del paese non c’è cartello.

Pedalo per un po’, percorro una lunga salita fino ad arrivare al Municipio. Mi chiama Tommy di Radio Supersound ma sono impreparato e non ho granchè da raccontare. Poi mi chiama Giuseppe, che mi ospiterà oggi, mi è venuto incontro in bici ma non ci siamo trovati, perchè son passato dalla strada vecchia! Lo raggiungo alla cascata di Sa Spendula in bici. La sensazione dell’acqua che cade scrosciante è sempre ipnotizzante, resterei qui per ore, ma abbiamo tanto da fare!

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Prima di tutto Giuseppe mi porta all’ingresso principale del paese dove posso mettere il mio adesivo al cartello. Poi facciamo visita alla sede della banda Santa Cecilia, dove riesco a suonare un bel pianoforte antico, donato alla banda. Suono rigorosamente Bach. Qui incontro anche Marco e Ignazio, che insieme a Giuseppe hanno formato l’associazione culturale ArtecetrA.

Prima di pranzo facciamo visita in Comune per un saluto al Sindaco e all’amministrazione. Dal suo ufficio c’è una vista incredibile su tutto il Campidano. Poco fuori il paese si vede la zona industriale. La Keller, i market Nonna Isa, tutte realtà nate qua.

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Dopo un bel pranzo a casa di Giuseppe con la moglie Chiara e il figlio Ludovico, guidiamo fuori paese fino alla chiesa di San Sisinnio. Il posto è bellissimo, circondato da boschi di alberi secolari. Mi appoggio ad un ulivo vecchissimo e dal tonco enorme per fargli sentire le vibrazioni dell’ukulele.

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Rientrati in paese giriamo nel bel centro storico. Case e pavimentazione stradale ben curate, qualche bella palazzina storica, targhe con i versi dello scrittore Giuseppe Dessì, autore del romanzo Paese d’ombre, che parla di Villacidro. Passiamo dal Mulino Cadoni, un bello spazio ristrutturato, dove si svolge una mostra di presepi fatti da bambini utilizzando elementi dell’architettura di Villacidro. Poi passiamo dal vecchio lavatoio, una bella struttura in stile liberty.

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Infine ci inoltriamo nelle stradine che salgono, fino ad arrivre ad un bel punto panoramico da dove ci godiamo il tramonto. La vista si estende fino a Cagliari, con i riflessi della laguna di Santa Gilla. Dopo tutto questo lento girovagare, il senso della geografia sarda si sta affinando, e vedere lì in fondo quello che sarà il mio punto d’arrivo l’anno prossimo mi fa una certa impressione, come se Cagliari fosse ancora un’entità molto lontana.

 

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dal movimento delle cascate di Sa Spendula.

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BREVI NOVELLE SARDE

Ludovico, 10 anni, sta davanti alla TV mentre noi parliamo. Più o meno normale per un bambino di quest’età. E balla davanti allo schermo. Strano. Dopo un po’ mi accorgo che non sta semplicemente guardando i cartoni animati. Sta seguendo mosse di ballo, un gioco interattivo. Mmm, interessante.

Dopo un po’ Ludovico mi mostra dei disegni. Ma non sono semplici disegni. Sono strisce di fumetti. Interessantissimo, anche a me piaceva farne da piccolo. Ma questi di Ludovico non sono solo disegni. Quello che mi stupisce è il contenuto delle storie, un po’ assurde, un chè di surreale, un umorismo a volte macabro, a volte British, acuto. MOLTO interessante!

Prima di ripartire Ludovico mi vuol far sentire qualcosa al pianoforte. Mi suono un pezzo dalla sua Antologia Pianistica. Lo suona molto bene. Mi posso permettere di fargli notare una piccola imprecisione, una nota tenuta troppo lunga nella mano sinistra, dovrebbe essere più corta. ‘È vero!’ mi dice, e risuona il pezzo perfetto, e non contento lo risuona perfetto ma al doppio della velocità!

È venuta l’ora di ripartire. Ludovico è vestito con tenuta da ciclista. Lui e Giuseppe mi accompagneranno in bici fino all’uscita del paese. Pedalo dietro Ludovico, assicurandomi che si tenga sempre sulla destra, sperando che questi barlumi di talento e creatività lo accompagnino per lungo tempo.