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58/377: San Gavino Monreale

ISPIRAZIONE

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Percorro gli 11 chilometri di rettilineo facilmente, tutto in lieve discesa. Di fronte a me si staglia la ciminiera della fonderia e ancora più dietro, il castello di Monreale su una collina, già territorio di Sardara.

All’ingresso del paese mi raggiunge Diego Cotza dell’AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue e non noleggio automobili!), rigorosamente in bicicletta. Ci dirigiamo subito alla piazza del Comune, fuori dalla quale sta per partire il trenino che farà il giro dei murales. È solo da pochi giorni che son venuto a conoscenza di questo aspetto del paese, e devo ammettere che non rimarrò deluso. Prendiamo un caffè al volo e ci mettiamo in bici dietro il trenino, che oltre a visitatori trasporta anche alcuni degli autori dei murales.

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Il giro, organizzato dall’associazione Non Solo Murales, passa da un numero impressionante di murales, una via ne è interamente ricoperta, opera di Sergio Putzu, e poi i famosi murales di Giorgio Casu , la versione moderna di Eleonora D’Arborea, il Don Chisciotte, e poi il murales dedicato a Gigi Riva, il gregge di pecore, i delfini, la piazza dedicata ai musicisti, David Bowie, Miles Davis, John Lennon, Freddie Mercury e tanti altri, troppi per essere nominati qui, tutti di stili variegati.

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Costeggiando una zona periferica intravedo l’ospedale di San Gavino. Diego mi racconta che ormai qui si viene per partorire da quasi tutti i paesi del circondario. I nuovi nati dunque hanno sempre San Gavino come luogo di nascita, a prescindere dal luogo di origine della famiglia, ma ci tengono sempre a precisare nel caso non siano originari di San Gavino! Rientrati alla piazza del Comune, nella quale si affaccia anche la bella chiesa di Santa Chiara, veniamo salutati dal Sindaco Carlo e da alcuni amministratori comunali.

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Nel pomeriggio proseguiamo il giro in bici per il paese. Molte case anche qui sono ancora fatte in ladiri, il mattone di terra cruda e paglia, anche se ci sono ormai molte case moderne. Poi facciamo visita alla costruzione dei carri di carnevale nelle vecchie baracche. Le dimensioni dei vari componenti è Impressionante. Vedo come si realizzano le strutture portanti, rivestite di reticolato di fil di ferro, sul quale poi viene messa la carta pesta. Hanno appena iniziato a mettere la carta su una testa di mostricciatolo, dalle dimensioni notevoli.

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Di sera sono invitato al concerto dei ragazzi della banda musicale de Santu Engiu (nome in sardo di San Gavino). A metà serata vengo invitato sul palco, racconto velocemente la mia storia, tutti vogliono sentire l’ukulele, che suono in acustico…nel grande teatro comunale! A fine serata il Sindaco Carlo mi regala una bella confezione di zafferano locale…devo aver suonato bene…

Domani mattina prenderò il treno dalla stazione, che rende San Gavino un nodo di comunicazione importante nel Campidano. Mi fermo quattro giorni per le feste natalizie.

FRAMMENTI SONORI

Gioia e colori dei murales.

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BREVI NOVELLE SARDE

Nel 2013 viene a mancare Skizzo (Simone Farci), un giovane ragazzo di San Gavino. Gli amici, con un vuoto da colmare, organizzano un evento in suo onore, cucina e musica (le passioni di Skizzo). Un anno dopo gli viene dedicato un bel murale realizzato da Giorgio Casu, aiutato da una ventina di ragazzi, nella via principale del paese. Da quel momento il paese non si è fermato di investire in quest’arte e ogni anno vengono commissionati murales a celebri street artist stranieri. Una ventata di freschezza nell’arte dei murales in Sardegna!


Alla fine della mia breve esibizione al Teatro Comunale Diego prende la parola: “Ho voluto ospitare Sebastiano perchè ho una figlia piccola, alla quale voglio insegnare e trasmettere il concetto di accoglienza, non a parole ma con fatti reali, e ho pensato che questa fosse una bella occasione”. Pillole di saggezza, grazie Diego!