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6/377: Orani

ISPIRAZIONE

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Mentre percorro la breve salita che da Oniferi conduce a Orani, non so ancora quello che mi aspetta. La giornata più lunga del giro finora. Pronti, partenza, viaaaa:

Incontro con Gesuina, che vuole assolutamente essere chimata Gina, e che mi accompagnerà per tutto il giorno; lascio la bici al bellissimo Palazzo Maninchedda (che diventerà presto sede della Pro Loco) e nell’ordine in veloce sequenza (senza neanche essermi fatto doccia) vedo la sede del Comune, ex convento e unico municipio in Italia con chiesa annessa. Gli anditi brulicano di opere di Mario Delitala. Entriamo nella chiesa. Un organo del Cinquecento, bellissimo e rarissimo, che Gesuina…ops, Gina mi apre per mostrare le canne. Poi incontro con quelli della Pro loco, bar obbligatorio.

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Finalmente mi avvio alla Mecca di Orani, che verrà aperta eccezionalmente per me visto che oggi è il giorno di chiusura: il Museo Nivola. La mostra temporanea sulle sue opere rappresentanti i disordini a Chicago del 1968: bellissima. E poi le sculture, i sandcast, disegni, grafiche pubblicitarie, tappeti, quadri, ceramiche, rimango senza fiato a contemplare così tanta varietà nella sua produzione artistica.

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Sono già mentalmente esausto ma è solo l’inizio. Camminiamo per le strade che parlano di Nivola, la chiesa di Sa Itria, le foto di Carlo Bavagnoli, poi le altre chiese, i sarti Modolo e Mura, la via Dessanai dedicata a mio nonno (ma la y dov’è finita?), Su Campusantu Vetzu, la chiesa crollata con torre Aragonese.

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Pranzo in ristorante con Sindaco e membri della Pro loco. E poi via in gita al Monte Gonare. Panorama mozzafiato nonostante le nuvole e un pò di foschia. Al rientro tappa da un produttore locale di abbardente, l’acquavite più forte del mondo. ..argh…Riposo ora? No. Incontri con musicisti, visita alla sede delle maschere caratteristiche, Su Bundhu. Visita alla scuola di musica, con annessa suonata di ukulele. Poi ancora bar. E pizzetta al taglio. Ora posso andare Ges…Gina? Accordato. Pfiuuuuu.

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FRAMMENTI SONORI

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BREVI NOVELLE SARDE

A quale comune appartiene il Monte Gonare? chiedo. Mi rispondono con tono serio…eh, a metà tra Orani e Sarule. Ci sono due strade che ci salgono, una da Orani, una da Sarule. Quando arriviamo in cima la strada si ferma alle Cumbessias, le casette dove si faceva sosta lunga durante i pellegrinaggi al santuario di Nostra Signora di Gonare. Ce ne sono da un lato della strada e dall’altro. Le nostre sono queste, mi dicono, le più belle! Poi vedi che nel lato di Sarule hanno costruito questo recinto in ferro orribile! Saliamo verso il santuario. Dieci minuti di ardua salita e siamo in cima al monte con la chiesa. Mi spiegano che per ristrutturarla hanno dovuto portare il materiale su degli asinelli. Di recente hanno usato anche un elicottero. Entriamo nella chiesetta. Il passaggio tra le porte laterali divide le panche della chiesa in due. La parte vicino all’altare è la nostra, mi dicono, mentre a Sarule abbiamo lasciato la metà in fondo…sorrido, sto iniziando a capire che sotto sotto i due comuni si vogliono bene e che si punzecchiano nel classico tono scherzoso e pungente che hanno i sardi. Quando rientriamo mi avvisano: guarda di bere solo vino e non acqua domani a Sarule, l’acqua di Sarule fa diventare scemi!