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170/377: Nughedu San Nicolò

ISPIRAZIONE

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Il tempo è migliorato. Scendo a tutta velocità, fermandomi a visitare Bantine, la piccola frazione di Pattada. Poi proseguo in direzione di Ozieri, che sfioro, prima della risalita nella stretta valle alla fine della quale si trova Nughedu San Nicolò (da non confondere con Nughedu Santa Vittoria, vicino al Lago Omodeo, tappa numero 24).

Arrivato alla piazza centrale mi accoglie Alberto, un ragazzo di Oliena che gestisce un agriturismo in zona, e poco dopo arriva anche Giovanni Antonio dell’associazione Rural Heritage, che si prenderà cura delle mie giornate qui e domani a Ozieri. La prima visita che facciamo è nella bottega di Marcellino, un restauratore di pianoforti. Mi stupisce molto scoprire una tale figura in un paese così piccolo! Marcellino, arrivato in Sardegna dal nord Italia, ripara anche tastiere antiche, clavicembali, spinette, e mi fa vedere qualche bell’esemplare in fase di riparazione.

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Ci spostiamo su una delle colline che sovrastano il paese, dove sorge la chiesetta di Sant’Antonio. Da qui si ammira il panorama del paesino, come esso sia adagiato sulla valle e si estenda nei due bordi, con case alte e che presentano un elemento architettonico classico di questa zona, le altane, terrazze coperte col bordo colonnato.

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Saliamo ulteriormente sulle montagne, attraversando boschi di querce da sughero e arriviamo sulla vetta di Monte Pirastru. Qui si trova una vedetta della forestale. La vista è incredibile. Riscendiamo in paese dall’altro lato e per pranzo ‘sconfino’ in territorio di Ozieri. Nel pomeriggio mi sistemo al b&b Salighes di Rosa Maria, sulla strada che riporta verso Nughedu.

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In serata Giovanni Antonio e Alberto tornano a prendermi per tornare a Nughedu. Facciamo un giro del centro, piccolo, ma caratterizzato da alcune belle palazzine storiche, soprattutto quelle che si affacciano sulla piazza principale, che dimostrano un po’ di antico splendore di questo paese. Sulla piazza anche la bella fontana storica in pietra, accanto al municipio.

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Sulla piazza ci raggiungono i membri del coro Su Cuncordu De Santu Nigola. Ci dirigiamo alla chiesetta di San Sebastiano, dove il coro mi omaggia con alcuni canti bellissimi, uno sulla poesia di Ciccittu Masala “Manzanile de sa tessidora”. Io li ricambio con un po’ di musica all’ukulele basso, poi il figlio giovanissimo di un membro del coro tira fuori un organetto e suona un po’ di balli, molto diversi da quelli che ho sentito tempo fa in centro Sardegna, e che cerco di accompagnare. Dopo la cantata, avvenuta sia all’interno della chiesa, sotto l’altare, poi in sagrestia, e infine all’esterno di fronte all’ingresso, ci tratteniamo al bar per due chiacchiere. Mi raccontano come la nuova chiesa parrocchiale ha sostituito tre vecchie chiese che sorgevano qui in centro e che vennero demolite. Molti lo considerano un errore.

In finale di serata, io Giovanni Antonio e Alberto ci rimettiamo in macchina per salire di nuovo a Monte Pirastru, dove Alberto gestisce l’omonimo agriturismo. Qui lo stesso Alberto ci serve una buona cena all’insegna di prodotti locali. Tocco l’acqua della piscina. Ghiacciata. E mi chiedo quando arriverà l’estate.

 

FRAMMENTI SONORI

In arrivo….

BREVI NOVELLE SARDE

Lo scrittore Francesco Masala, detto Ciccittu, è stato uno dei grandi personaggi della cultura prodotti da Nughedu San Nicolò. Oggi ho potuto apprezzare un suo testo poetico cantato dal coro di Nughedu. Ciccittu infatti, oltre ad essere giornalista e scrittore (suo ‘Quelli dalle labbra bianche’ da cui è stato tratto il film ‘Sos Laribiancos’) era anche poeta di grande qualità. Ispirato dalla poesia sarda, ed in particolare da quella di Peppino Mereu, Ciccittu pubblicò diverse raccolte di poesie, alcune delle quali gli fecero vincere svariati premi di poesia. Con un’attenzione ad entrambe le lingue, italiano e sardo, le tematiche erano spesse quelle del popolo sardo, un popolo umiliato e offeso dalla storia.


L’incontro con la poesia sarda in questo viaggio avrà sicuramente un posto importante nella produzione musicale finale di questo progetto. Poeti non più viventi dei paesi che visito, come Ciccittu Masala qui, Peppino Mereu a Tonara, e tanti altri, poeti viventi che ho incontrato in molti paesi e che mi hanno regalato (qualcuno continua a mandarmele) diverse poesie, pastori-poeti, semplici persone che ispirate dal mio passaggio mi hanno regalato dei versi, e i poeti che sono transitati nella mia famiglia, mio bisnonno Pasquale Dessanai e mia nonna Fanny Satta. Tutti troveranno un piccolo spazio nel prodotto finale di questo progetto dove la poesia anche in senso figurato è l’elemento predominante.