19/377: Sorgono

ISPIRAZIONE

019-Sorgono-blog-5

Pensavo che da Austis a Sorgono fosse tutto in discesa…e invece…strada quasi tutta in salita! Ma bella, in mezzo ai boschi. All’arrivo incontro il Sindaco che mi racconta un po’ di cose sul paese, ricco di servizi di zona, un ospedale, diverse scuole, uffici. Ma soprattutto famoso per la produzione dell’eccellente vino Mandrolisai, che non vedo l’ora di assaggiare. E poi mi raccomanda le loro aree archeologiche, alle qualli vengo prontamente accompagnato dall’Assessore alla Cultura.

019-Sorgono-blog-3

Dopo una breve visita alla chiesa di San Mauro, che possiede il rosone frontale più grande della Sardegna e dei bellissimi muristenes (le casette attorno), arriviamo prima ad una bella tomba dei giganti, e poi al nuraghe Talei, uno dei pochi esempi di protonuraghi in Sardegna. A poca distanza uno dei siti più importanti della zona: Biru e’ Concas. Qui, tra gli alberi, si trova un numero impressionante di menhir, alcuni allineati in lunghe file, altri in terra, sparsi. Pare che scavando continuino a trovarne, a centinaia. È certo che questo doveva essere un luogo importantissimo per le antiche civiltà, forse uno dei più importanti nel Mediterraneo.

019-Sorgono-blog-4

Rientriamo in paese per una visita al Museo dei Segni sul Legno, dove si trovano esempi di incisioni su legno di cassepanche antichissime prodotte da botteghe artigiane tra il Seicento e l’Ottocento. Tra i segni sul legno si trovano anche simboli di pianeti o satelliti. Cosa vorranno dire? E nello stesso museo si trova una mostra dedicata ai lavori di Sergio Frau, sostenitore della teoria che la Sardegna fosse l’isola di Atlantide, civiltà poi spazzata via da una grande onda. Tanti indizi, chissà.

Faccio una visita anche alla stazione del trenino verde, che da Cagliari arrivava fin qui, ma che da più di un anno rimane inattiva per la chiusura della tratta da Laconi a Sorgono. Una linea che si arrampica nel verde dei boschi, in mezzo alle montagne, e che era frequentatissima di turisti. Un peccato che sia chiusa. Io come tutti gli abitanti di qui (ma anche dei paesi circostanti investiti dalla chiusura come Tonara) speriamo che vengano eseguiti i lavori per il ripristino della linea.

019-Sorgono-blog-6

Nel pomeriggio il mio contatto di qui, Iuri, mi porta a vedere quello che è stato individuato come centro geografico della Sardegna, il punto zero, il punto ideale. È strano essere qui, in mezzo ad una vallata nel mezzo del nulla. Che gli antichi captassero in qualche modo questo centro? E che si siano sbagliati di poco mettendo i menhir di Biru e’ Concas qualche chilometro più in là? O che siano stati degli alieni? Provenienti dai satelliti indicati nelle cassepanche incise? Mah.

019-Sorgono-blog-7

Finisco la giornata al bar di Iuri, Il Risveglio, luogo storico, un tempo locanda dove alloggiò anche lo scrittore inglese D.H.Lawrence, che scrisse dell’esperienza nel suo Mare e Sardegna. Seduto ad un tavolo lavoro sul mio itinerario e sugli articoli arretrati del mio blog, vegliato dallo spirito della Perfida Albione.

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dal suono ripetitivo della locomotiva (ormai arruginita sulle rotaie della stazioncina).

019-Sorgono-score

BREVI NOVELLE SARDE

Iuri ed Enrico gestiscono il bar Il Risveglio sulla via principale. Non appena entro mi colpisce il buon gusto e l’aria ‘internazionale’ ma radicata nel territorio di questo posto. Iuri ed Enrico sono professionalissimi, si prendono cura di me per tutta la giornata, e capisco subito che sono finito in buone mani.

Accanto al bar c’è il Barber Shop, gestito da un giovane ragazzo. Anche qui aria internazionale (che sia ancora l’influenza di Lawrence? O dei Beatles di Penny Lane?).

Nel pomeriggio Iuri mi porta a trovare una sua amica Francesca, giovanissima, che ha deciso di stare qui per dedicarsi alla lavorazione del farro e alla produzione di pane, pasta e altri prodotti. Il lavoro di macinazione del farro avviene con un mulino in legno delle dimensioni di una grande credenza all’interno della bottega dal suggestivo nome ‘Il Raccolto di Merea’.

La sera ci ragggiunge Daniele, che mi ospiterà per la notte. Da due anni Daniele con la famiglia gestiscono un agriturismo poco fuori dal paese, Su Connottu, sulla via per Atzara. Mi racconta che c’è ancora da fare ma che è fiducioso che le cose cresceranno. Il luogo è in mezzo alle bellissime vigne del Mandrolisai, quest’anno purtroppo molto danneggiate dalle piogge.

Sono colpito dall’entusiasmo e dalla professionalità di questi giovani che decidono di stare qui. Come Iuri mi ha detto “se in ogni paese della Sardegna ci fossero almeno dieci giovani che restassero invece che andarsene, e si dessero da fare per le sorti paese, allora le cose andrebbero molto meglio per tutta la comunità”. Saggezza popolare.