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20/377: Atzara

ISPIRAZIONE

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La distanza tra Sorgono e Atzara è solo di pochi chilomentri, in discesa, e passo tra i vigneti del Mandrolisai, quest’anno in parte rovinati dalle insistenti piogge, e dunque non mostranti il tipico colore rosso autunnale.

Arrivo ad Atzara senza nessun contatto. Mi faccio un giro al centro del paese, oggi abbastanza desolato, tra gatti, cinghiali imbalsamati, e viti arrampicate sulle case. Mi siedo ad ascoltare il suono delle campane di mezzogiorno fuori dalla chiesa di Sant’Antioco, dal bel rosone. Resto un po’ qui a prendere un caldo sole autunnale, e a concepire idee per il mio frammento musicale.

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Dopo aver gironzolato ancora un po’ e aver preso ancora un po’ di sole fuori da un’altra chiesetta, San Giorgio, mi avvio alla Pinacoteca. Scopro che il famoso pittore Antonio Corriga era nativo di Atzara, e che alla pinacoteca hanno delle sue opere. Ma non solo. Scopro la storia dei pittori spagnoli che all’inizio del secolo scorso si erano stabiliti ad Atzara grazie all’operato di un sindaco illuminato: Eduardo Chicharro e Antonio Ortiz. Di questi sono presenti alcune opere, bellissime, ritraenti soprattutto personaggi dell’epoca in costume tradizionale.

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Grazie ai ragazzi di Sorgono, entro in contatto con Maurizio, artigiano coloratore di tessuti con tinture naturali, che mi invita a pranzo (‘niente carne per favore’…e invece…) che nel pomeriggio mi porta in campagna a vedere la chiesetta campestre del Seicento di Santa Maria de Susu (di sopra…perchè c’è anche una Sanat Maria de Josso, di sotto). Ci arrampichiamo in un sentiero, una vecchia strada di comunicazione tra paesi fiancheggiata da antichi muretti, che porta ad un punto panoramico da cui si ammira tutta Atzara e le vigne intorno, e un panorama sui monti e boschi circostanti, fino all’oristanese.

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Come mi avevano già detto a Tonara e a Sorgono, Maurizio mi racconta la storia della popoloazione del villaggio di Spasulè, che nel Medioevo venne abbandonato in seguito all’avvelenamento dell’acqua e i cui abitanti si mossero verso quelli che poi divennero Tonara, Sorgono e Atzara.

Per la prima volta da quando ho iniziato il progetto non trovo un posto dove dormire e rientro in territorio di Sorgono dove il buon Daniele mi offre alloggio per la notte. Non prima di avermi portato a visitare due nuraghi, al calar del sole, sopra uno dei quali ci arrampichiamo, Daniele come una scimmia, io tremando di vertigini!

 

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dal suono delle campane di mezzogiorno della chiesa di Sant’Antioco. Scritto all’agriturismo Su Connottu.

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BREVI NOVELLE SARDE

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Maurizio, dopo essersi laureato in scienze naturali e aver vissuto a Cagliari, decide di ristabilirsi ad Atzara, di seguire la sua passione per la natura e di mettere in pratica le suo conoscenze. La Robbia è la sua bottega e il suo laboratorio di tintura naturale di tessuti. Maurizio mi accoglie e mi racconta la sua attività. Crea coloranti solo da sostanze naturali, soprattutto vegetali, la robbia, lo zafferano, e altre erbe locali, ma una anche animale, una muffa delle piante. Mi fa vedere i recipienti dove le lane stanno a bagno per prendere il colore. E vedo (e tocco) il prodotto finito: lane sarde, un po’ ruvide al tatto, e lane merinos, più morbide, con le quali vengono prodotte sciarpe, cuffie e altri accessori. Mentre mi parla, Maurizio ne approfitta per immergere alcune matasse nel liquido caldo, aggiunge qualche cucchiaino di curcuma per dare al giallo dell’erba locale un tono un po’ più caldo, e gira tutto con un bastone. A fine visita mi dice ‘prendi questo, tra poco inizierà la stagione fredda’ e mi regala uno scaldacollo in lana, dai bellissimi toni di blu. Grazie Maurizio, le mie pedalate inverali saranno più piacevoli!