040-San-Vero-Milis-feature

40/377: San Vero Milis

ISPIRAZIONE

040-San-Vero-Milis-Blog-6

Anche oggi la distanza percorsa in bici è brevissima, pochi chilometri, e anche oggi sono accompagnato da un ciclista, Roberto, mio parente di Oristano, che è già venuto a trovarmi due volte da quando sono nell’oristanese.

Entriamo in paese, l’architettura è decisamente campidanese, si intravede qualche residuo di basalto, ricordo del Montiferru che continua a vedersi in lontananza.

Arriviamo in biblioteca, dove mi attendono la bibliotecaria Licia e Gian Paolo. Saluto Roberto e inizio un giro per il paese con i miei accompagnatori. La chiesetta sconsacrata di San Salvatore presenta una facciata ricca di varietà di pietre. Mi colpiscono delle strisce azzurre sulla facciata e sui lati, sono i resti di lapidi che erano attaccate ai muri esterni.

Ci spostiamo verso il museo archeologico, dove sono esposti tanti reperti provenienti dalla zona.

040-San-Vero-Milis-Blog-2

Alla bellissima chiesa di Santa Sofia, con uno dei campanili più alti della Sardegna, ci raggiunge il Vice Sindaco Daniela. L’esterno anche qui è costituito da diverse varietà di pietre, trachite rossa e verde e arenaria.

Visitiamo l’interno e proseguiamo per le strade del paese. A San Vero Milis, al momento, sono presenti tanti piccoli quadrati cuciti a uncinetto, principalmente attaccati sugli alberi (ma ne trovo anche su sbarre di finestre), che danno colore e abbelliscono le strade del paese. Una forma di street art non distruttiva, ecologica e artigianale.

Infine entriamo al museo civico per vedere una bella esposizione di cestini e altri oggetti fatti con gli intrecci del giunco.

040-San-Vero-Milis-Blog-3

Nel pomeriggio mi sposto verso la costa. Il comune di San Vero Milis ne ha 28 km.

Pedalo per circa sedici chilometri contro il maestrale, finalmente un po’ di allenamento per le gambe! Dopo quaranta giorni passati all’interno, nelle montagne delle Barbagie, sul lago Omodeo, sull’altipiano basaltico di Abbasanta, sul Montiferru, e nel Campidano settentrionale, sono emozionato all’idea di vedere il mare, come se fosse la prima volta che lo veda.

Arrivo a Putzu Idu e, dopo esser passato in mezzo ai cespugli del retrospiaggia, finalmente mi si apre la vista del mare.

È una sensazione nuova. Ci sono arrivato dopo quaranta giorni. Me lo sono conquistato con la fatica delle gambe! E allora mi ci avvicino in bici, pedalando a forza sulla sabbia, e pedalo lungo tutta la lunghezza della spiaggia, più e più volte! Il tramonto è spettacolare.

040-San-Vero-Milis-Blog-5

La notte la trascorro a casa del Vice Sindaco Daniela, a Mandriola. Al risveglio apro la finestra e ho il mare di fronte.

L’inizio del mio viaggio mi sembra ora lontanissimo. Prima di ripartire verso Zeddiani, mi dirigo al faro di Capo Mannu.

La vista sulla costa è strepitosa. Un sentiero mi porta a una delle torri spagnole, ben restaurata. Sotto di me le onde si infrangono sulla scogliera. In lontananza le bianche scogliere della costa del Sinis.

Saluto il mare, che probabilmente rivedrò ancora in questi giorni.

FRAMMENTI SONORI

Ispirato dalla vista del mare.

040-San-Vero-Milis-Score

BREVI NOVELLE SARDE

Alla chiesa di Santa Sofia, don Ignazio mi racconta la storia della Madonna di Spagna, una statua del XV secolo che venne ritrovata nel 1937 sulle sponde del Sinis da un pastore di Narbolia, mezzo bruciata, probabilmente proveniente dalle isole Baleari, dove era in corso la guerra civile negli anni ’30.

Il pastore la tenne per un po’ nel suo giardino, in una sorta di altare privato dove ogni giorno deponeva dei fiori. La voce però si sparse in paese e la statua venne confiscata dai Carabinieri, e dopo qualche settimana portata prima a Narbolia, poi a San Vero Milis dove venne donata alla parrocchia.

Una fedele ormai anziana afferma che da bambina era stata fotografata accanto alla madonna, poco dopo il rinvenimento a casa del pastore. Nonostante lei l’abbia cercata in ogni luogo, questa foto non è mai stata ritrovata.

La parrocchia ha deciso di tirar giù la statua per dare l’opportunità alla signora di avere comunque la sua foto con la Madonna…Ottant’anni dopo!