Ruinas

283/377: Ruinas

ISPIRAZIONE

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Vecchia casa in trachite

Da Villa Sant’Antonio a Ruinas è tutto più o meno in salita, ma la giornata è bella e sono contento di “risalire” verso quello che tra qualche giorno sarà il mio ritorno in Barbagia.

Arrivato in paese vengo accolto dalla Sindaca Ester, dalla vice Valentina e dall’assessore Stefania, un team tutto al femminile!

Dopo aver lasciato bici e bagagli in un bellissimo b&b gestito da Muriel, una simpatica signora belga, ci rechiamo alle scuole dove racconto il mio viaggio agli studenti, suonando qualche brano con l’ukulele sperando sempre di trasmettere la passione per la scoperta, i viaggi e l’arte.

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La chiesa di San Teodoro

La seconda tappa è alla chiesa campestre di San Teodoro, poco fuori paese sull’altopiano di Santuderu, dal quale si gode di una vista magnifica. La chiesa è di origine bizantina ed è stata ben ristrutturata, mettendo in evidenza la bella pietra trachitica.

È qui che probabilmente si trovava il villaggio di Ghentiana, un avamposto romano sulla strada che conduceva a Fordongianus, che scomparve nella storia lasciando solo le “rovine” che probabilmente diedero origine al nome del paese.

Questa è in effetti la litologia dominante della zona e della pietra da costruzione del paese. Rientrati in centro passiamo di fronte a numerose vecchie case, tutte in trachite, alcune delle quali disabitate o perfino abbandonate che rendono il luogo affascinante.

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Basamento della chiesa di San Giorgio Martire

Visitiamo la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, rigorosamente in trachite rosa e costruita su un basamento roccioso, esso stesso in trachite rosa. Tutto il paese è costruito sulla roccia, che affiora di qua e di là in strada o all’interno dei cortili.

Nel pomeriggio ci rechiamo al Monte Grighine, sui cui versanti son già stato durante le mie giornate a Siamanna e a Mogorella. Ma è sempre bello visitare lo stesso luogo in punti diversi e vedere tutto il territorio da angolazioni differenti.

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Dentro il pinnetto al Monte Grighine

Arriviamo fino al parco eolico, immerso nel verde dei boschi circostanti. Arriviamo proprio sotto le pale eoliche, il cui suono ho già sentito da vicino varie volte, ma che mi ipnotizza sempre. Qui vicino si trova un bellissimo pinnetto ricostruito, base rigorosamente in trachite rosa, legno e frasche.

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Sbirciando dentro i cortili…

Rientriamo in paese che il sole sta tramontando e ne approfitto per fare un ultimo giro, spingendomi all’interno di stradine dove trovo sempre bei dettagli nelle abitazioni, ornamentazioni aragonesi di finestre, antichi portali in trachite.

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Ingresso di casa Licheri

La giornata si conclude con un aperitivo accanto a casa Licheri, una bella casa padronale di recente acquisita dal comune per ospitare reperti archeologici e dove le associazioni locali organizzano eventi e mostre temporanee.

 

FRAMMENTI SONORI

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BREVI NOVELLE SARDE

Ruinas in sardo significa ‘rovine’. Era prevedibile che un toponimo del genere potesse trovarsi più di una volta, come capita con i vari “Flumini Mannu”, “Flumineddu”, “Su Casteddu”, “Su Monti”, “Sa Domu ‘e s’orcu” etc.

Nonostante oggi rimanga solo questo comune come “Ruinas” vivente, esistono o sono esistiti altri Ruinas in Sardegna. Uno di questi è il villaggio ai piedi del Gennargentu, in comune di Arzana. Lì le rovine sono ben visibili, non solo del villaggio nuragico (il cui nuraghe è chiamato proprio Ruinas), ma anche di quello medioevale, che venne abbandonato dagli abitanti che si sparsero per i paesi limitrofi, Desulo e Arzana principalmente.

Oltre al nuraghe Ruinas di Arzana c’è un nuraghe Ruinas anche tra Marrubiu e Terralba.

C’è poi un toponimo Ruinas a Orosei, si dice che qui esisteva un villaggio, sul quale sono basate tante leggende, come quella di Maria Mangroffa, una bambina che dovette abbandonare il villaggio distrutto da un’inondazione e che, trasformatasi in strega, visse nel tormento vendicandosi con gli abitanti della nuova fondata cittadina di Orosei.

Il comune di Villa Sant’Antonio, confinante con l’attuale Ruinas, un tempo si chiamava Santu Antoni Arruinas, probabilmente perché fondato sulle rovine di un insediamento precedente.

Esiste una località Ruinas in comune di Ozieri, dove nel 1959, accanto a strutture riferibili ad abitazioni romane, un intervento sul terreno ha danneggiato una serie di tombe che hanno restituito oggetti dei corredi e un’iscrizione funeraria ora perduta.

C’è anche chi si è voluto dare come pseudonimo il cognome Ruinas, come nel caso di Giovanni Antonio De Rosas, originario di Usini, giornalista e scrittore conosciuto come Stanis Ruinas.

Infine a Luras la cantina Depperu ha prodotto un vino chiamato Ruinas.